Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



RITORNO A KRISHNA

La Rivista del Movimento Hare Krishna Vol 45 Numero 4 Luglio/Agosto 2011 °
BACK TO GODHEAD

FONDATORE (sotto la direzione di Sua Divina Grazia Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada) Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
Ali Krsna dasi
(Alida D’Ambrosio)
DIRETTORE: Nagaraja dasa
EDIZIONE ITALIANA E AMMINISTRAZIONE: Nimai Pandita dasa
TRADUZIONI: Purandara Misra dasa e Sri Saci dasi, Gandharvika dasi
SPEDIZIONI: Visnupriya dasi

Per informazioni sulle spedizioni contattare:
Confederazione Nazionale delle Associazioni per la Coscienza di Krishna – strada Bonazza, 11
50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)
Tel. 0558076414 – Fax 0558076630
E-mail: bbtitalia@gmail.it

NOMI SPIRITUALI: I membri dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito dal suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

VALORE DELLA RIVISTA: Valore a copia Euro 3,00. Le donazioni per ricevere la rivista devono essere versate sul C.C.P. n. 42036004, intestato a “Confederazione Nazionale delle Associazioni per la Coscienza di Krishna”, strada Bonazza 11, 50028 Tavarnelle Val di Pesa (Fi).
Associazione Ritorno a Krishna – Tutti i diritti riservati – Ritorno a Krishna – Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano N° 199 del 13/3/1989 Vol. 23 N. 3 Maggio/Giugno 2011 Stampa: La Zincografica, Firenze. Sped. Abb. Post. Comma 20 C Legge 626/96 Filiale FI.
BENVENUTI
Quando Srila Prabhupada ha lasciato l’India nel 1965 per viaggiare verso gli Stati Uniti, la sua missione era quella di predicare. Era fiducioso che la gente avrebbe bene accettato la filosofia della Coscienza di se solo l’avesse compresa. Egli non chiedeva di essere seguito ciecamente, voleva che la gente ascoltasse la presentazione genuina degli insegnamenti di Sri Krsna e usasse la propria intelligenza per giudicare il suo valore.
Nell’articolo “La Vera Conoscenza Ha Cambiato la Mia Vita,” “Visakha Devi Dasi ricorda come, al contrario di quello che aveva ascoltato prima, ciò che apprese nei suoi primi incontri con gli insegnamenti di Prabhupada e dei suoi discepoli chiariva ogni cosa. La storia di Manu Dasa, raccontata nell’articolo “Guarendo dall’Infanzia,” rivela la sua attrazione per la filosofia della Coscienza di Krsna, sperimentata durante le sue visite al primo tempio Hare Krsna di Londra.
La lezione di Prabhupada di questo numero trasmette la conoscenza a cui ogni essere umano dovrebbe aspirare: come liberarsi completamente dalla sofferenza. Le pratiche della Coscienza di Krsna possono dare qualunque forma di liberazione.
Tuttavia, questo processo richiede tempo, quindi come Arcana Siddhi Devi Dasi spiega in “Quando il Male è Bene”, i devoti vivono sapendo che tutte le contrarietà sono mandate da Krsna, che sa esattamente quello di cui abbiamo bisogno per progredire sulla strada del ritorno a Lui e alla nostra casa eterna.
Hare Krsna. – Nagaraja Dasa, Editor

I NOSTRI SCOPI
* Aiutare la gente a discernere la realtà dall’illusione, lo spirito dalla materia, l’eterno dal temporaneo.
* Evidenziare i difetti del materialismo.
* Offrire guida nelle tecniche vediche della vita spirituale.
* Preservare e diffondere la cultura vedica.
* Celebrare il canto dei santi nomi del Signore come insegnato da Sri Caitanya Mahaprabhu.
* Aiutare ogni essere vivente a ricordare e servire
Sri Krsna, Dio, la Persona Suprema.



LEZIONE DEL FONDATORE
Amburgo, Germania – 8 Settembre 1969
(nella pagina c’è un dipinto di Mataji Gandarvika Devi Dasi che rappresenta Sri Krsna, Dio, la Persona Suprema)

LA SOLUZIONE A TUTTI PROBLEMI
La civiltà vedica definisce la vita umana come la ricerca per porre fine in modo definitivo alle proprie sofferenze.
Di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore-Acarya dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna

Daivi hy esa guna-mayi
Mama maya duratyaya
Mam eva ye prapadyante
Mayam etam taranti te

“Questa Mia energia divina, costituita dalle tre influenze della natura materiale, è difficile da superare, ma coloro che s’abbandonano a Me ne varcano facilmente i limiti.” – Bhagavad-gita 7.14

Secondo la civiltà vedica, chiunque non si ponga domande per risolvere i problemi della vita, non è n realtà un essere umano, perché i problemi sono veramente molti. Gli animali non possono porsi domande per risolverli ma un essere umano può farlo. Perciò, se una persona non arriva al punto di chiedersi come poter risolvere questi problemi, significa che non ha sviluppato una coscienza umana e che ha ancora una coscienza da animale.
Civiltà umana, civiltà avanzata, significa cercare di risolvere i problemi. Per esempio, al giorno d’oggi il mondo ha le bombe atomiche e tutte le nazioni sono ansiose di mantenere la pace. Esse hanno dato vita alle Nazioni Unite per risolvere i problemi dovuti alla bomba atomica, ma sebbene non ci riescano, ci provano. Pertanto lo sviluppo della civiltà comporta che sorgano naturalmente dei problemi e che si cerchi di risolverli. Un altro esempio: nel vostro Paese c’è la metropolitana. Perché? Perché sulla superficie c’è un traffico troppo intenso e a soluzione del problema è viaggiare sotto terra. Allora le persone pensano: “Oh! I Paesi occidentali sono più avanzati di quelli orientali. Hanno risolto il problema del traffico.” Ma dopo un problema se ne presenta un altro. Problema dopo problema.
Il vero problema è che non vogliamo soffrire. E’ Così. Desideriamo vivere comodamente e serenamente. E’ questo il vero problema. Non è vero? Rifletteteci. In lingua sanscrita si dice, atyantika-duhkha nivrttih: “Risolvere il problema della sofferenza.” Non vogliamo alcun tipo di sofferenza non vogliamo soffrire. Vogliamo vivere serenamente e felicemente, ma questo non è possibile nel mondo materiale. E’ questo il problema.
Per natura l’essere vivente desidera vivere nella gioia. Anandamayo ‘bhyasat (Vedanta-sutra 1.1.12). Abhyasat significa che per tendenza naturale gli esseri desiderano vivere nella gioia, ma qui non è possibile. Un poeta bengalese ha scritto: “Ho costruito la mia casa per viverci tranquillamente e comodamente. Tutto ad un tratto è scoppiato un incendio ed ora è tutto sparito.” Gli americani hanno vissuto lì esperienza di Kennedy, che dopo una lunga lotta era diventato Presidente. Aveva una bellissima moglie, figli, onori, prestigio, tutto. Le persone lo ritenevano un uomo molto felice. In un secondo finì tutto. Seguiva un corteo in macchina, le persone lo onoravano e in un secondo – tutto finito.
Tutti cercano di essere molto felici e comodi, ma può finire in un secondo. Non è vero? Qualcuno non è d’accordo? E’ questo il problema; e tutti cercano di risolverlo a modo proprio. Le persone inventano diversi modi per risolverlo, ma il problema non si risolve. In America ogni volta che incontravo un signore per la strada il quale capiva che provenivo dall’India, diceva: “Oh l’India è un Paese molto povero.” Vedete. Come se in America non ci fossero problemi. Perciò rispondevo: “Anche voi avete molti problemi. Non siete senza problemi.”
Supponiamo di avere un dolore in una parte del corpo. A volte pensiamo: “Se il dolore fosse da un’altra parte, sarebbe bello.” Ma da una parte o da un’altra è sempre un dolore.
Un Paese può non avere il problema di troppi hippy, ma in entrambi i casi c’è un problema. Dunque dovremmo essere molto attenti a trovare il modo di risolvere i problemi. In realtà ci proviamo. Cerchiamo di progredire nella cultura, nella conoscenza scientifica. Lo facciamo in molti modi perché la natura materiale presenta un problema dopo l’altro. Questo è il compito della natura. Se risolvete un problema, essa ve ne presenta un altro. Qualcuno pensava: “Se ci fossero gli aeroplani, sarebbe molto bello viaggiare nel cielo,” ma ora il problema è che con gli aeroplani, sarebbe molto bello viaggiare nel cielo,” ma ora il problema è che con gli aeroplani, in caso di guerra, un altro Paese può bombardare il mio. Perciò ecco un altro problema. Ora le persone devono andare sotto terra. Nel World Almanac ho letto che nel prossimo secolo le persone vivranno sotto terra. Capite? Verranno sulla superficie solo per respirare un po’ liberamente. Altrimenti dovranno vivere sotto terra. Perciò ecco un altro problema. Ma le persone intelligenti dovrebbero pensare a risolvere il problema principale.
Quale sarà la risposta? Come può essere risolto il vero problema? La soluzione si trova nella Bhagavad-gita (7.14):

daivi hy esa guna-mayi
mama maya duratyaya
mam eva ye prapadyante
mayam etam taranti te

“Questa Mia energia divina, costituita dalle tre influenze della natura materiale, è difficile da superare, ma coloro che si abbandonano a Me ne varcano facilmente i limiti.” La soluzione è che dobbiamo arrenderci al Supremo. Se la polizia vi arresta è molto difficile uscire dalle loro grinfie, ma se siete buoni cittadini, anime arrese allo Stato, il problema non c’è. La polizia non ha niente a che fare con voi. E’ difficile capirlo? I problemi ci sono e sono sotto la gestione di questa natura materiale. Non è possibile superare le rigide leggi della natura materiale, proprio come non è molto facile liberarsi quando la polizia vi arresta. Se desiderate liberarvi dalle grinfie della natura materiale, che pone un problema dopo l’altro, dovete diventare anime arrese, cioè coscienti di Krsna. Altrimenti, la natura materiale è così forte che se pensate: “Ora questo problema è risolto,” in realtà non avete risolto niente perché si presenterà subito un altro problema.


Il Vero Problema

Il problema principale naturalmente è la morte. Nessuno vuole morire. Anche se una persona è molto vecchia, più vecchia di me, e il suo corpo funziona male, è invalida, non può camminare, è distesa sul letto – desidera vivere.
Se a un vecchio che soffre, che è invalido e ha molte malattie, dite: “Padre mio, nonno, soffrì così tanto, lascia che ti spari.”
“Oh no, no, non mi sparare.”
Non vuole morire. La morte è un problema. Nessuno vuole morire, ma la morte viene e ci prende, come il Presidente Kennedy, in un secondo. [schiocca le dita] “Lascia la tua posizione.” Per forza. Ti devi sottomettere. “Si. Che cosa posso fare?”
Non c’è progresso scientifico della conoscenza che possa proteggerci. Gli scienziati materiali ci provavano. I russi a volte dicono: “Verrà il tempo in cui la scienza risolverà il problema della morte. Nessuno morirà.” Lasciamoli pensare così, ma non è possibile. Questo viene affermato nella Bhagavad-gita (13.9), janma-mrtyu-jaravyadhi-duhkha-dosanudarsanam: “La vera conoscenza è percepire che nascita, malattia, vecchiaia e morte sono mali da combattere.” Una persona veramente istruita, di grande conoscenza, dovrebbe conoscere questi quattro tipi di sofferenza: la sofferenza di nascere significa che dopo che questo corpo è finito dobbiamo prenderne un altro. Come viene costruito il corpo, come si sviluppa? Nel grembo della madre. Il padre dà il seme che contiene l’essere vivente e la madre lo riceve e ne sviluppa il corpo. Questa è la legge della natura. Si deve vivere dentro la madre – compresi, senza aria, imprigionati in un sacchetto – per almeno dieci mesi [lunari]. Prova a pensare di essere imprigionato in un sacco e messo in un contenitore stagno, sigillato, ti piacerebbe? Moriresti in tre secondi, ma la soluzione è così perfetta, per legge di natura, che il feto respira con il respiro della madre e viene nutrito quando la madre mangia. Anche se il feto è inconsapevole, lo sviluppo del corpo continua. Questo è ciò che predispone la natura ma voi non siete in grado di farlo. E’ per la grazia di Dio che il bambino vive. Altrimenti nessuno vivrebbe in quella condizione. Fate una prova. Prendete una persona qualsiasi e chiudetela in un ambiente stagno. Morirà in tre secondi.
Si soffre anche quando si muore, quando si è malati o vecchi. Io sono vecchio e in un modo o nell’altro sostengo questo corpo con i massaggi, con le medicine, con questo, con quello. Questo corpo non è più come quello di un giovane. E’ un corpo che soffre. Per natura non appena superi i cinquant’anni cominci ad essere vecchio e quando hai più di settant’anni sei completamente vecchio e devi soffrire a causa della vecchiaia. Puoi cercare di mantenere questo tuo corpo vecchio, ma c’è da soffrire. Un giovane non può capirlo ma chi è vecchio sì.
Si soffre per la vecchiaia, si soffre per nascere, si soffre per morire e si soffre per le malattie. Si può essere orgogliosi dello sviluppo della propria conoscenza, pensando di aver risposto a tutte le domande, ma nella Bhagavad-gita Krsna dice: “Non pensare così, non essere sciocco. Questi problemi ci sono. Che cosa puoi fare?” Questa è la conoscenza. Quando il coniglio incontra il cacciatore e comprende: “Ora la mia vita è in pericolo,” chiude gli occhi e pensa: “Ora il problema è risolto,” [Risate] e tranquillamente viene ucciso. Capite?
Nello stesso modo i problemi ci sono, ma non chiudiamo gli occhi: “Oh, non c’è alcun problema. Siamo molto felici.” Questa si chiama maya, illusione. Il problema non è risolto, ma le persone pensano che i problemi si risolvano chiudendo gli occhi. E’ Così.


La Soluzione Data da Krsna


Ora ecco la soluzione del problema, come Krsna dice nel verso quattordici del Settimo Capitolo della Bhagavad-gita: “E’ molto difficile superare i problemi posti dalle leggi della natura materiale, ma coloro che si abbandonano a Me ne varcano facilmente i limiti,”
Perciò insegniamo la coscienza di Krsna per risolvere i problemi della vita. Non si tratta di sentimentalismo o fanatismo o di una religione settaria. E’ un fatto che se volete risolvere i problemi della vita dovete diventare coscienti di Krsna. Non esiste alternativa. Una canzone bengalese dice: “Basta cantare Hare Krsna. Tutte le altre soluzioni sono false. Non si può sfuggire. La morte è dietro di noi.” Prima che al morte ti sconfigga, risolvi il problema. Questo significa essere intelligenti. “Il più grande dei pericoli – la morte – mi aspetta.” Questo è sicuro. “Sicuro come la morte.” Tutti lo sanno.
Come moriremo? Come cani e gatti? Se è così, allora a che cosa serve questa forma umana? Anche i cani e i gatti hanno il corpo e incontreranno la morte. Io ho un corpo e anch’io incontrerò la morte. Allora sono fatto per incontrarla come un cane o un gatto? Se è così, che tipo di essere umano sono? Lo Srimad-Bhagavatam (11.9.29) dice:

labdhva su-durlabham idam bahu-sambhavante
manusyam artha-dam anitra apiha dhirah
turnam yateta na pated anu-mrtyu uavan
nihsreyasaya visayah khalu sarvatah syat

“Dopo moltissime nascite e morti si raggiunge la rara forma di vita umana, che, sebbene temporanea, offre l’opportunità di ottenere la più alta perfezione. Così un essere umano sobrio dovrebbe sforzarsi, senza perdere tempo, di raggiungere la perfezione suprema della vita finché il corpo, che è sempre soggetto alla morte, è ancora in vita, Dopo tutto, la gratificazione dei sensi si può trovare perfino nelle specie di vita più basse, mentre la coscienza di Krsna è accessibile soltanto all’essere umano.”
C’è un processo evolutivo che è confermato dalla letteratura vedica, ma che non coincide esattamente con la teoria di Darwin. L’essere vivente evolve dal più basso livello di vita animale a quello più alto. Abbiamo ottenuto questa forma umana dopo molte, molte vite di tipo inferiore. Essa è molto rara. Ci sono 8.400.000 forme di vita. Tra di esse le forme umano sono 400.000; se confrontate con quelle animali questo numero è molto piccolo. Tra di esse ci sono molti esseri umani non civilizzati, che sono quasi degli animali. Poi ci sono gli esseri civili come noi. Tra questi, molti non sanno che cosa significhi la vita spirituale, Questo è affermato nella Bhagavad-gita (7.3). Tra migliaia di uomini solo uno cercherà la soluzione al problema della vita. Non tutti. La maggior parte non conoscono nemmeno il problema, né se ne occupano. Essi pensano: “Va bene, lasciamo che ci siano i problemi. Abbiamo questa vita e vogliamo godere dei nostri sensi.” Sono quasi come animali, ma coloro che si chiedono come risolvere il problema sono davvero esseri umani. Gli altri non sono neanche esseri umani. Sono quasi animali.


Morire da Brahmana

Ora avete questa opportunità. Questo corpo dovrebbe essere utilizzato in modo opportuno per risolvere il problema. Se ci abbandoniamo semplicemente al susseguirsi delle nascite e delle morti, ai diversi tipi di corpo, non diamo prova di vera intelligenza. Non è affatto intelligente. La forma umana deve essere utilizzata per risolvere il problema. Questo è lo scopo della civiltà vedica, che si concentra sulla soluzione dei problemi e non sulla loro creazione.
Vivere in modo materialistico significa ingrandire i problemi e crearne di nuovi. Non è una civiltà umana perfetta. La civiltà umana perfetta è sedere calmi e tranquilli per riflettere in modo razionale: “Come posso risolvere il problema? Come otterrò la conoscenza necessaria?” Questo è il senso della forma umana. L’intero insegnamento vedico è: “Ora devi utilizzare questa forma di vita per trovare una soluzione. Non morire come un cane o un gatto.”
I Veda affermano: “Colui che muore dopo aver cercato di risolvere il problema della vita è un brahmana e colui che muore come un cane o un gatto è un krpana.” Krpana indica una persona priva d’intelligenza.
Non dovremmo morire come i cani e i gatti. Dobbiamo morire da brahmana. Anche se non risolvete questo problema in una vita, avrete un’altra opportunità nella prossima. Si deve capire che questi ragazzi e ragazze che sono venuti da noi, nella loro vita precedente hanno cercato di risolvere questo problema ma non ci sono riusciti. Ora hanno un’altra opportunità. Questo è affermato nella Bhagavad-gita.
Dunque, in questa vita, dovete essere determinati. Coloro che vengono in contatto con la coscienza di Krsna e ricevono l’iniziazione devono essere molto determinati a trovare una soluzione in questa vita. Non vogliamo tornare ancora.” Questa deve essere la nostra determinazione, per tornare da Dio, nella Sua dimora, dove avremo una vita eterna, piana di felicità e di conoscenza. Questo è il vero significato e l’essenza del movimento per la coscienza di Krsna.
Vi ringrazio moltissimo.




QUANDO IL MALE E’ BENE

Le Scritture e l’esempio di anime pure aiutano i devoti a vedere la mano misericordiosa di Dio in tutte le contrarietà della vita.

Di Arcana SIddhi Devi Dasi

Mentre viaggiavano dal tempio di Mayapur, nel Bengala occidentale, all’aeroporto di Calcutta, Braja Sevaki Dasi e suo marito, Jahnudvpa Dasa, ebbero un gravissimo incidente di macchina. Furono trasportati urgentemente all’ospedale e messi in un’unità di terapia intensiva. Durante i primi giorni dopo l’incidente, la notizia che erano in pericolo di vita si diffuse nei messaggi e-mail dei devoti di tutto il mondo in cui si chiedeva con urgenza di pregare per loro.
Dopo che la coppia si fu ristabilita, un devoto chiese a Braja Sevaki di scrivere di quell’esperienza dal punto di vista di un devoto che affronta grandi sofferenze: come questo possa incidere sulla nostra vita spirituale e in che modo accettiamo qualcosa di così terribile e sfavorevole quando ci accade.
Ella rispose che prima dell’incidente, lei e suo marito si erano sentiti spiritualmente ostacolati dal peso dei loro errori e dei loro condizionamenti. Avevano pregato a lungo Krsna perché li aiutasse a superare tutto ciò che impediva il loro progresso verso di Lui.
In una lettera ai devoti, spiegò: “Possiamo dire con grandissima sincerità che questa situazione è stata la cosa più meravigliosa che ci sia mai accaduta. Krsna si è preso, in un colpo solo, tutte le moltissime cose che noi desideravamo ardentemente porre ai Suoi piedi affinché Egli le eliminasse. Avevamo pregato di poter abolire queste cose, ma aspettavamo la Sua misericordia. Anche nel taxi che ci portava all’aeroporto, due ore prima dell’incidente, mi chiedevo come Egli mi avrebbe liberata da queste cose e come avrebbe manifestato la Sua misericordia. Ma accadde. Arrivò. Nel modo più forte, più sicuro e più definitivo.”
Nel mio lavoro di psicoterapeuta, in genere, le persone entrano in contatto con me nel mezzo di una crisi o di un periodo molto difficile della loro vita. Nei vent’anni trascorsi ad aiutare le persone impegnate nella spiritualità ad attraversare periodi tempestosi, ho sviluppato un apprezzamento molto più profondo per come Krsna, con grande perizia, usi le circostanze materiali per aiutarci a liberarci da un concetto di vita materialistico.
(di seguito c’è un dipinto che rappresenta Srila Jiva Gosvami che incarica Srinivasa, Narottama e Syamananda di trasportare importanti manoscritti Gaudiy Vaisnava al Bengala.)
Recentemente una devota ha avuto bisogno di aiuto per accettare la perdita del suo bambino appena nato dovuta ad una morte improvvisa. In questo cammino di dolore l’ho aiutata ad accettare la situazione come parte del suo percorso spirituale.
La soluzione per la sua guarigione venne dall’accettare l’evento come parte di un piano più grande del Signore per la sua vita.
Il modo in cui rispondiamo agli eventi della nostra vita, sia per la nostra attitudine che per il conseguente comportamento, creerà il nostro futuro.
Srila Prabhupada in un colloquio con un giovane, divenuto poi suo discepolo, ha chiarito che non siamo semplici recipienti passivi di eventi della vita già predestinati. Il giovane sosteneva l’uso dell’LSD per realizzarsi. Dopo una lunga discussione, Srila Prabhupada sconfisse le sue idee e gli disse: “L’uomo è l’architetto della propria fortuna. Perciò realizza la tua fortuna ora. Quello che è fatto è fatto. Ora inizia un nuovo capitolo della tua vita e nella prossima torna, da Dio, nella nostra dimora originale.”
Come psicoterapeuta con un orientamento spirituale nella vita, credo che le nostre situazioni attuali siano il risultato delle nostre azioni passate e delle nostre attitudini. Credo anche che, poiché è Krsna che controlla, tutto ciò che accade nella nostra vita è per il nostro vero bene. (Vedi l’inserto “Karma o Krsna?) In questo modo ho accompagnato i devoti nei loro momenti più bui – dolori cronici, abusi o infedeltà nel matrimonio, la morte di una persona cara, la perdita definitiva della capacità di muoversi dopo un incidente e molte altre situazioni che da un punto di vista materiale sono veramente terribili. Insieme, con l’aiuto del Signore, abbiamo operato per trovare l’aspetto positivo nelle situazioni sfortunate: gli insegnamenti spirituali sempre presenti nei divini interventi di Krsna.
La nostra letteratura Gaudiya Vaisnava è ricca di racconti di contrarietà materiali, eventi apparentemente negativi che si intromettono nella vita di un aspirante devoto o di un puro devoto impegnato a seguire la missione del Signore. Leggere la descrizione delle sventure di un devoto ci può far pensare che Dio sia senza cuore e crudele e potremmo decidere di lasciar perdere il libro. Potremmo anche respingere il percorso teistico rifiutando di porre la nostra fede in un essere simile. Se però lo facessimo, questo nostro giudizio prematuro sul carattere del Signore potrebbe impedirci di verificare quanto il Signore usi con maestria le contrarietà e le difficoltà materiali per ottenere una conclusione gloriosa a beneficio dei Suoi fedeli servitori.

Un Risultato Positivo in una Situazione Apparentemente Negativa

Prendiamo in considerazione l’esempio di Srinivasa Acarya, che era ancora un ragazzo quando Caitanya Mahaprabhu lasciò questo mondo circa cinquecento anni fa. Srinivasa era nato per continuare a distribuire l’amore per Dio dopo la dipartita di Sri Caitanya. Da giovane trascorse del tempo a Vrindavana dove alcuni dei più importanti discepoli di Sri Caitanya avevano scritto libri che sviluppavano i Suoi insegnamenti.
Srinvasa insieme con due altri devoti (Narottama e Syamanda) furono incaricati di portare alcune copie di questi libri da Vrindavana ai seguaci di Sri Caitanya nel Bengala e nell’Orissa.
Accettando questo servizio assunsero alcune guardie per proteggere il carro trainato dai buoi che trasportava bauli pieni di quei libri preziosi. Il viaggio si svolse senza inconvenienti finché non raggiunsero la provincia di Vishnupura, governata dal malvagio re Virhambira. Alcune sue spie notarono il carro ben custodito e pensarono che i bauli contenessero pietre preziose. Dopo aver aspettato che le guardie si fossero addormentate, assaltarono il carro e rubarono i bauli.
Quando il re spinto dall’avidità forzò i bauli per ispezionarne il bottino, il suo grande entusiasmo si trasformò rapidamente in incredulità e scoraggiamento alla vista dei bauli pieni di libri. Contrariato ordinò ai suoi uomini di mettere i libri nel suo magazzino.
Mentre il re si lamentava per la perdita della sua fortuna illusoria. Srinivasa e gli altri devoti erano sgomenti per la perdita di un vero tesoro. Incapaci di comprendere subito il piano più complesso del Signore, piombarono in una momentanea disperazione.
Mentre il resto del suo gruppo continuò il viaggio, Srinivasa rimase a Vishnupura, nella speranza di scoprire alcuni indizi del luogo in cui si trovano i libri rubati. Alla fine li trovò ed ebbe l’opportunità d’istruire il re Virhambira con gli insegnamenti del Bhagavatam. Quando il re ascoltò questa Scrittura dalla grande anima liberata, il suo cuore si purificò ed affidò la sua vita e il suo regno a Srinivasa. Così, per un complesso arrangiamento del Signore, il re divenne un Vaisnava e con la sua ricchezza e i suoi mezzi aiutò Srinivasa a distribuire gli insegnamenti di Sri Caitanya. Ciò che all’inizio sembrava una disgrazia si trasformò nel più propizio e felice degli avvenimenti.

Vedere l’Aiuto di Krsna

Seguendo il metodo del servizio devozionale, ci schieriamo con il mistico supremo, Sri Krsna. Quanto più ci orientiamo ad avere fiducia in Krsna come nostro mantenitore e custode, tanto più vediamo che tutto ciò che accade nella nostra vita è progettato per trasformare la nostra coscienza da materiale a spirituale. Krsna, con grande maestria, organizza avvenimenti nelle vite dei devoti per aiutarli ad abbandonare i loro attaccamenti alla materia effimera e a dedicarsi allo spirito eterno. Egli ci aiuta a correggere i nostri errori di percezione e a distinguere il sé eterno dal corpo temporaneo.
La devota che aveva perso il suo bambino poté intravedere la possibilità che il bambino avesse praticato la coscienza di Krsna nella sua vita precedente e avesse bisogno di trascorrere solo un po’ di tempo in questa vita prima di tornare da Krsna. Inoltre poté trarre da questa esperienza molti insegnamenti importanti per la sua vita spirituale. Soffrendo moltissimo per la perdita prese sempre più rifugio nelle sue pratiche spirituali e sentì che Krsna intensificava il suo desiderio di divenire più seria nel compiere avanzamento spirituale in questa vita. Quanto più intenso diveniva il suo canto del mantra Hare Krsna, tanto più ella si persuadeva che Krsna era il suo unico vero rifugio e la sua unica e vera sorgente di felicità. In uno straordinario insieme di avvenimenti che si svolgono simultaneamente, Krsna purifica il cuore di tutti quelli che si sforzano di riunirsi a Lui. Quelli di noi che basano la propria vita spirituale sugli insegnamenti di Prabhupada, insieme con i Vaisnava che hanno la stessa posizione mentale, dovrebbero sempre sforzarsi di ricordare l’un l’altro il costante, eterno amore di Krsna per ciascuno di noi. In questo modo sapremo che in ogni nostra particolare circostanza, Krsna orchestra perfettamente qualsiasi situazione in cui ci troviamo. La vita può essere paragonata ad una grande aula scolastica, dove hanno luogo molti insegnamenti ed esami. La nostra libertà in questa forma di vita umana risiede nel modo in cui usiamo il nostro tempo. Un piano di studi indica agli studenti le date degli esami e i programmi, ma il loro compito è usare il tempo libero per studiare. Nello stesso modo dobbiamo usare il nostro tempo libero per praticare la nostra vita spirituale in modo da essere pronti per gli esami che verranno e la prova finale sarà il momento della morte.
Efficaci pratiche spirituali come il canto del japa e l’ascolto di devoti spiritualmente avanzati ci aiuterà ad accogliere ogni situazione con la consapevolezza che tutto ciò che il Signore fa è per il nostro vero bene. Questo ci aiuterà a progredire rapidamente nella spiritualità, Sotto la protezione di Krsna non c’è il male, c’è solo il bene.

Arcana Siddhi Devi Dasi fu iniziata da Srila Prabhupada nel 1976. Vive con suo marito e suo figlio a Sandy Ridge, nella Carolina del Nord, dove lavora come terapeuta per le famiglie.



KARMA OR KRSNA?

I devoti vedono la sofferenza come karma cioè come il risultato automatico delle loro cattive azioni del passato, ma la vedono anche come inviata da Krsna per il loro beneficio. Possono essere vere ambedue? Quando parla delle sofferenze dei devoti, spesso Srila Prabhupada cita un verso dello Srimad-Bhagavatam (10.14.8). espresso da Brahma. Ecco questo verso, il cui commento svolto dal discepolo di Srila Prabhupada, Sua Santità Hridayananda Dasa Goswami, chiarisce la domanda “La sofferenza dei devoti viene dal karma o da Krsna?”

Tat te ‘nukampam su-samiksamano
Bhunjana evatma-krtam vipakam
Hrd-vag-vapurbhir vidadhan namas te
Jiveta yo mukti-pade sa daya-bhak

“Mio Signore, la persona che aspetta ardentemente che tu le elargisca la Tua misericordia senza causa e nel frattempo sopporta con pazienza le reazioni delle sue colpe passate e col cuore, le parole e il corpo Ti offre i suoi rispettosi omaggi, è sicuramente candidata alla liberazione, che le spetta di diritto.”

SPIEGAZIONE: Srila Sridhara Svami spiega nel suo commento che come il figlio legittimo non deve far altro che vivere per ereditare la proprietà del padre, così chi semplicemente vive in coscienza di Krsna, seguendo i principi regolatori del bhakti-yoga, si qualifica automaticamente per ricevere la misericordia della Persona Suprema. In altre parole sarà promosso al regno di Dio. Il termine su-samiksamama indica che un devoto aspetta ardentemente la misericordia del Signore Supremo anche mentre sta soffrendo per i penosi effetti delle sue colpe passate. Krsna spiega nella Bhagavad-gita che un devoto completamente arreso a Lui non è più soggetto a soffrire per le reazioni del suo karma precedente, ma poiché nella sua mente possono esserci ancora i residui della sua precedente mentalità colpevole, il Signore rimuove le ultime tracce del suo spirito godereccio con punizioni che a volte possono sembrare reazioni conseguenti a colpe. L’intento di tutta la creazione di Dio mira a rettificare la tendenza dell’essere vivente di godere indipendentemente dal Signore, perciò la punizione per un atto colpevole è destinata in modo specifico a circoscrivere la mentalità che ha prodotto quell’atto. Anche se un devoto si è arreso al servizio devozionale del Signore, finché non ha raggiunto la perfezione della coscienza di Krsna può darsi che mantenga una certa inclinazione a godere della falsa felicità di questo mondo. Il Signore crea quindi una particolare situazione per sradicare quel desiderio di godimento ancora presente in Lui. Questa infelicità che un devoto sincero prova non può essere tecnicamente definita reazione karmica; è invece una speciale misericordia del Signore per indurlo a lasciare il mondo materiale e a tornare a Dio nella Sua dimora originale.
Un devoto sincero ha un forte desiderio di tornare nella dimora del Signore, perciò accetta di buon grado la misericordia del Signore, perciò accetta di buon grado la misericordia del Signore nella forma di castigo e continua ad offrire i suoi omaggi pieni di rispetto al Signore col cuore, le parole e il corpo. Considerando che tutte queste difficoltà non sono che un piccolo prezzo da pagare per ottenere la compagnia personale del Signore, il servitore autentico del Signore diventa certamente un figlio legittimo di Dio, così come stanno a indicare le parole daya-bhak. Come non è possibile avvicinarsi al sole senza diventare fuoco, così non è possibile avvicinare il supremo puro, Sri Krsna, senza sottoporsi a un rigido metodo purificatorio, che, per quanto possa apparire simile alla sofferenza, è in realtà un trattamento terapeutico somministrato direttamente dalla mano del Signore.



COME SONO GIUNTO ALLA COSCIENZA DI KRSNA

GUARENDO DALL’INFANZIA

Esperienze vissute nell’infanzia durante la violenta spartizione dell’India allontanano un giovane dalla religione.
di Manu Dasa

Sono nato in quella parte dell’India che ora è Pakistan, nella città di Multan, originariamente chiamata Kashyapapura in onore del grande saggio Kasyapa Muni. Negli anni ’40, c’era la guerra per la spartizione dell’India. Vivevamo in una zona che era stata sempre pacifica e provavamo paura e tensione ogni volta che l’esercito musulmano attaccava la nostra terra per convertire forzatamente le persone o ucciderle. Un pozzo del luogo divenne famoso come “il pozzo delle donne” perché moltissime donne vi si erano gettate suicidandosi per evitare le atrocità nell’essere forzate a convertirsi o perfino l’essere violentate. Per i miei genitori fu difficile rimanere indù. Resistere alla conversione era estremamente difficile e obbligava a contraffare la propria identità per sfuggire alla loro brutalità.
La religione doveva essere praticata segretamente e l’adorazione indù in pubblico divenne insolita a causa del rischio che ne derivava. Attività come la lettura della Bhagavad-gita erano fatte in segreto e avere una murti, una Divinità, in casa era ritenuto pericoloso. In qualche modo mio nonno riuscì a tenere con sé una piccola Divinità di Gopala (Krsna pastorello) durante tutti quei mesi turbolenti.
I membri anziani della famiglia continuarono a recitare in silenzio i nomi di Dio anche dopo essersi trasferiti in India, condizionati dall’esperienza vissuta durante la divisione.
I membri della mia famiglia si trovarono sull’ultimo treno in partenza dal Pakistan per raggiungere l’India, Fu l’esperienza più terribile a causa del sovraffollamento e del senso di soffocamento mentre le persone resistevano per mantenersi in vita. Il viaggio verso l’India durò circa ventiquattro ore. Il nostro treno fu fermato molte volte da individui che minacciavano di uccidere tutti coloro che si trovavano a bordo. Non c’erano né cibo né acqua e lungo il percorso si vedevano molti cadaveri depredati. Avevo meno di dieci anni.

Una Nuova Vita in Occidente

Negli anni ’60 mi trasferii a Londra come insegnate di matematica. Seguivo uno stile di vita completamente materialistico, pensando che questo modo di vivere significasse divertimento e che si venisse in occidente per questo. Anche l’esperienza negativa della religione durante l’infanzia mi spingeva a seguire uno stile di vita materialistico.
Dopo un po’ di tempo però, mi sentii a disagio a vivere in un Paese nuovo, senza avere una forte fede o un’identità culturale che mi legasse ad esso. Un giorno trovai un ritratto di Siva. Presi rifugio in quest’immagine e cominciai a pregare ogni giorno: “Caro Signore Siva, per favore indicami il percorso giusto per la mia vita.”
Subito dopo che ebbi iniziato a pregare così, incontrai Srila Prabhupada.
A Londra avevo visitato molti centri e istituzioni indù per trovare la mia religione, ma non mi ero sentito soddisfatto o convinto da nessuno di questi. Le mie preghiere ebbero risposta una volte che per caso feci visita a un amico. I suoi padroni di casa aprirono la porta perché stavano uscendo. Chiesi loro dove andassero. “A un tempio indù inglese,” risposero.
Ne fui incuriosito e chiesi subito dove si trovasse. Essi dettero una vaga indicazione della sua ubicazione.
Più tardi quello stesso giorno decisi di trovarlo da solo. Mi recai nella zona e vidi una chiesa. Al sacerdote che era davanti alla chiesa chiesi se sapeva dove si trovava “un tempio indù inglese.” Capì immediatamente che senza sapermi mi riferivo agli “Hare Krishna” e mi indirizzò al numero 7 di Bury Place, i primo centro ISKCON in Europa.
Entrai e rimasi stupefatto nel vedere che l’adorazione di Sri Krsna veniva effettuata con così tanto amore e tanta gioia. Non l’avevo mai visto prima, neanche in India.
Il tempio si trovava in una casa che era stata adattata. Due stanze erano state trasformate in un’unica grande sala, che era la stanza del tempio, dove risiedevano le Divinità. Sebbene dall’esterno apparisse come una casa qualsiasi, l’interno era decorato meravigliosamente come un tempio tradizionale, con le pareti di legno intarsiato. Anche se il tempio e l’altare erano piccoli, c’erano due coppie di Divinità grandi: Sri Sri Radha-Londonisvara (le prime Divinità di Radha-Krsna a grandezza naturale) e Sri Jagannatha, Sri Baladeva e Subhadra Devi.
Gurudasa, uno del piccolo gruppo dei devoti che avevano aperto il tempio, stava dando una lezione. Mi sedetti in fondo ad osservare ed ascoltare in silenzio. Dopo quaranta anni ricordo ancora la sua espressione di devozione mentre diceva che avrebbe fatto qualsiasi cosa per servire il suo guru.
Ero impressionato dalle capacità di quel guru che aveva trasmesso alle persone una fede così ferma e una tale obbedienza. Decisi di continuare a tornare al tempio finché non avessi incontrato quel guru.

Il Servizio al Tempio

Cominciai ad andare al tempio tutti i giorni e a chiedere qualsiasi servizio per dare il mio aiuto. Con la macchina portavo gli alimenti al tempio e davo un passaggio ai devoti: alcuni devoti vennero ad abitare a casa nostra perché al tempio lo spazio non era sufficiente. Cominciai anche a cantare e presto smisi di mangiare carne, di bene e via dicendo, senza difficoltà grazie al potere del santo nome e della compagnia dei devoti, di cui ammiravo la sincerità e la dedizione. Spesso andavamo a cantare nel centro di Londra fino ad Hyde Park (uno dei principali parchi reali, da cui ogni anno parte i Rathayatra di Londra). Incontrai Srila Prabhupada nel 1970. Rimasi molto colpito dalla sua determinazione a portare a Dio il maggior numero possibile di persone senza fare discriminazioni. Era radioso e completamente altruista.
Il presidente del tempio di allora, Tribhuvanatha Dasa, mi chiese se volevo prendere l’iniziazione, insieme con mia moglie, Krishna Devi. Mia moglie era molto religiosa fin dalla nascita e prima del matrimonio aveva accettato un guru. La misericordia di Srila Prabhupada e le belle Divinità di Sri Sri Radha Londonisvara però ben presto la trasformarono da impersonalista quale era stata per tutta la vita in una devota che si dedicò con tutto il cuore al bhakti-yoga, il sentiero del servizio devozionale. Srila Prabhupada la iniziò nuovamente, ma non volle togliere “Krishna” dal suo nome, a cui aggiunse “Kamala”.
Partecipammo con molto piacere a quei primi giorni del movimento, impegnandoci nel servizio quotidiano di cucinare per Srila Prabhupada alcuni dei suoi piatti preferiti, che nei primi tempi erano nuovi per la maggior parte dei devoti occidentali, come il kerala (yogurt amaro), il bangan (piccole melanzane) e bindi (okra). Inoltre, in occasioni d’incontri di predica, portavamo Srila Prabhupada a Londra e aiutavamo a cucinare per migliaia di persone durante i primi festival del Rathayatra a Londra.
Sono trascorsi quasi quarant’anni dall’iniziazione dataci da Prabhupada e ogni giorno ci sentiamo benedetti dalla grande misericordia che egli ha dato al mondo con i suoi libri e nella forma del santo nome del Signore.




SEI INVITATO!
Festa della domenica
La maggior parte dei centri Hare Krsna di tutto il mondo ogni Domenica celebrano un festival speciale sia per i visitatori regolari che per i nuovi venuti. Vieni e prova il gusto della tradizione culturale più antica del mondo.


LEZIONI SU COME DIPINGERE DIO SU TELA

Due artisti discepoli di Srila Prabhupada insegnano arte trascendentale in un seminario annuale a Vrindavana.
di Srila Haridasa Thakura Dasa

Vrindavana 2003: nel giorno dell’apparizione di Srila Prabhpada, dopo pranzo ero seduto in un giardino e pensavo: “Se solo potessi dipingere Krsna mentre mi trovo a Vrindavana durante il sacro mese di Karttika – come sarebbe bello!” Ero attratto dall’affascinante atmosfera di Vrindavana, dove Sri Krsna aveva compiuto tutti i divertimenti che desideravo ardentemente dipingere su tela. Il mio sogno di dipingere a Vrindavana si realizzò nel 2007, quando fui scelto per partecipare a un seminario d’arte organizzato dalla Bhaktivedanta Book Trust (BBT).
Srila Prabhupada fondò la BBT, che definì il suo cuore, per pubblicare i propri libri, quelli di altri Gaudiya Vaisnava e la letteratura vedica tradotta dal sanscrito e dal bengali in inglese. La maggior parte dei libri della BBT contengono illustrazioni. Per rispondere alla crescente richiesta di linguisti ed artisti qualificati, la BBT ha creato alcuni programmi di specializzazione. Per far esercitare i devoti nella lingua sanscrita e nelle abilità richieste per tradurre dal sanscrito in inglese, la BBT ha fondato la Bhagavat Vidyapitha a Govardhana, a circa trenta chilometri dalla città di Vrindavana. Qui gli studenti studiano la complessa grammatica sanscrita e i commentari dei nostri acarya. Per addestrare i devoti artisti, la BBT organizza annualmente dei seminari d’arte nei quali essi imparano a disegnare e dipingere i trascendentali divertimenti del Signore come vengono descritti nelle Scritture. Uno dei discepoli artisti di Srila Prabhupada, Rimadasa Abhirama Dasa e sua moglie, Dhrti Devi Dasi, sono gli insegnanti di questo seminario. Ramadasa è laureato in belle arti e ambedue hanno dipinto molti capolavori per la BBT. Per mia grande fortuna ho partecipato al primo seminario nel 2007 e poi sono tornato per frequentarne altri tre.

Benvenuti a Vrindavana

La nostra sede è Radhe Dham, una grande sala a Chaitanya Vihar, a circa cinque minuti a piedi dal tempio ISKCON di Krsna-Balarama. Con me vi partecipano circa venticinque studenti e artisti internazionali. Dopo una breve introduzione, i nostri insegnanti, Ramadasa e Dhrti, ci leggono alcune affermazioni di Srila Prabhupada riguardanti il dipartimento artistico della BBT. Poi ci mostrano alcuni dei loro dipinti.
In seguito gli insegnanti cominciano a mostrarci come fare uno schizzo a matita come base per eseguire una composizione, poi un schizzo a colori ed infine come usare lo schizzo per creare un dipinto ad olio su tela. Anche grandi artisti come Michelangelo, Rembrandt e William Adolphe Bouguereau seguivano questa procedura.
Nello studio impariamo a dipingere l’anatomia umana di base tracciando uno schizzo di un modello dal vivo visto da diverse angolazioni, impariamo il chiaro scuro e anche qualcosa di molto basilare – come tenere un pennello! Nelle gite in aperta campagna scegliamo un luogo scenografico della bella foresta di Vrindavana facciamo subito uno schizzo del paesaggio su tela e poi lo dipingiamo con colori vivaci – il tutto in due ore. Poi uniamo i nostri schizzi anatomici con i dipinti del paesaggio, impariamo a creare la forma trascendentale del Signore usando la conoscenza tratta dalle antiche Scritture indiane sulla scultura conosciute sotto il nome di silpa-sastra.
Passo dopo passo Ramadasae Dhrti guidano attentamente ogni studente. Tutte le mattine alle dieci ci riuniamo nello studio e lavoriamo per disegnare l’anatomia umana basandoci su un modello.
Impariamo a catturare in pochi secondi l’essenza di una posa particolare facendo rapidi schizzi. Per gli aspiranti artisti è comune impiegare molto tempo nei dettagli e perdere l’essenza. Questi rapidi schizzi ci aiutano a scegliere la posa, a capirla, ad analizzarla e poi a disegnarla – tutto avviene nel tempo di tre, cinque o dieci minuti. Le sessioni di mezzogiorno sono dedicate ai ritratti, dipinti in cui sono messe in evidenza le espressioni del volto.
Tracciamo un modello umano e disegniamo subito il viso, usando pochi colori. Dopo la sessione, i modelli vedono in anteprima i propri ritratti “O mio Dio! Certamente questo non sono io!” dicono ridendo, Anche noi guardiamo i reciproci disegni e scoppiamo in una risata, Ricordo un commento di Srila Prabhupada a proposito delle risate, che udii dal suo segretario Syamasundara Dasa: “Si ride per la differenza tra il concetto ideale e la realtà.”
Incontro molti devoti e con alcuni diventiamo amici. C’è Abhay, un gurukuli di ventun anni. Vive a Mayapur e sua madre, Hrimati Devi Dasi, è una discepola di Srila Prabhupada. Sebbene non abbia una preparazione artistica, ha frequentato i seminari d’arte per tre anni consecutivi e ora vuole intraprendere la carriera artistica.
Anandamayi Devi Dasi, invece, è stata l’allieva di alcuni professionisti d’arte russi. Ha ventidue anni e viene dal Canada, Ritiene effettivamente utile l’insegnamento dettagliato di ogni aspetto del disegno e della pittura e ha in programma di dipingere per la BBT e il tempio di Ottawa.
L’australiana Rasanandini Devi Dasi di sessanta anni è giunta al seminario con una laurea in Belle Arti e dopo aver dipinto per anni nei templi dell’Australia e desidera dipingere per i templi dell’Iskcon:
Viiya Mahdava Dasa, di venticinque anni, è di Mumbai. Sebbene abbia una laurea in Arte, non ha acquisito molta sicurezza nel dipingere. Il seminario lo ha molto incoraggiato. Ora lavora nel dipartimento artistico della BBT di Mumbai.

Preparazione e incoraggiamento

S’impiega molto tempo a diventare insegnanti d’arte. La maggior parte di noi non raggiunge i risultati sperati nella pittura, ma tutti e due gli insegnanti vengono da ognuno di noi e c’incoraggiano anche per la minima cosa buona del nostro lavoro mentre con gentilezza correggono i nostri errori. Con un sorriso sul volto lo fanno ogni giorno da quando siamo qui. Mi ricordo un’affermazione di Srila Prabhupada: “Proprio come quando c’è un piccolo fuoco nel carbone e tu usi una ventola, a poco a poco si produrrà un grande fuoco Così questo movimento per la coscienza di Krsna ravviva la scintilla spirituale per farle raggiungere la piena coscienza.” (Lezione, Los Angeles, 22 dicembre 1973) I nostri insegnanti fanno in modo che ci sentiamo apprezzati – come se contribuissimo già in modo significativo all’illustrazione dei libri della BBT.
Negli ambienti accademici raramente gli insegnanti d’arte dipingono insieme con i loro allievi. Qui i nostri insegnanti non solo ci istruiscono, ma disegnano e dipingono con noi – schizzi, paesaggi, ritratti – e come tutti noi lavorano per raggiungere lo scopo del seminario: che ciascuno di noi porti a termine un dipinto.


Umiltà: La Caratteristica di un Vaisnava

All’avvicinarsi dell’ultimo giorno del seminario, siamo molto impegnati nel nostro lavoro, il dipinto finale in cui mostreremo quello che abbiamo appreso durante le tre settimane trascorse qui. Nello studio c’è una grande confusione. L’ultimo giorno, trovo i nostri insegnanti che portano scope invece di pennelli. Cominciano a ripulire lo studio ed io ne rimango meravigliato Sono artisti bravissimi, discepoli diretti di Srila Prabhuapda, che fanno un servizio inestimabile all’ISKCON da più di trent’anni, eppure non c’è un minimo di orgoglio nei loro cuori, Questa è la vera umiltà. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura diceva: “L’umiltà caratterizza un vero Vaisnava.” Immediatamente ognuno di noi prende le scope e si unisce a loro. Siamo soddisfatti di aver pulito lo studio.

Ottenere una Prospettiva

Mi reco all’abitazione di Ramadasa e Dhrti per ringraziarli esprimendo loro la mia profonda gratitudine. Poi espongo loro quanto beneficio abbia tratto dal loro seminario. Avevo dei problemi nell’ottenere la prospettiva. Nel dipingere un paesaggio, per dare il senso della prospettiva si dipingono gli oggetti in primo piano in modo più chiaro di quelli che stanno sullo sfondo. Prima di frequentare questo seminario, dipingevo tutti gli oggetti con gli stessi colori e con la stessa chiarezza, creando così un’immagine che risultava piatta. I nostri insegnanti ci portarono all’aperto cosicché potessimo osservare personalmente come appaiono le cose che sono lontane. Con la percezione di queste sfumature, i miei quadri più recenti rappresentano i primi piani con colori chiari e vibranti e gli sfondi con colori tenui, facendo apparire le immagini tridimensionali.
Ho imparato l’arte trascendentale mentre disegnavo figure umane. Come fa un artista a dipingere la forma trascendentale di Sri Krsna usando comuni modelli umani? Da artista si capisce naturalmente la proporzione di un modello, ma se si dipinge un’immagine trascendentale si devono aumentare queste proporzioni. Per esempio, che cosa significa pitturare occhi che sembrano petali di loto? Se semplicemente si ingrandiscono gli occhi fino a raggiungere la forma giusta, sembrano artificiali, ma se si dipingono occhi comuni, questi non sono gli occhi di Sri Krsna. Perciò bisogna vedere quanto puoi ingrandirli. Nello stesso modo, il corpo di Sri Krsna è tenero e delicato in un modo trascendentale, perciò si deve decidere dove togliere e dove aggiungere il tono muscolare cosicché l’arte diventi trascendentale.
Srila Prabhupada dice che se serviamo Krsna a Vrindavana durante il periodo di Karttika facciamo un avanzamento spirituale migliaia di volte superiore a quello che faremmo in periodo e luoghi normali. Questa è la gloria di Vrindavana. Sono veramente grato per aver ricevuto l’insegnamento sul modo in cui dipingere Krsna a Vrindavana, dove l’arte si unisce alla devozione per Lui.
Srila Haridasa Thakura Dasa è diplomato in ingegneria meccanica. Fin dal 1998 fu servizio a tempio primo all’ISKCON di Chowpatty (Mumbai) ed è a capo del dipartimento d’arte. Insegna anche la coscienza di Krsna agli studenti universitari. Ringrazia Gopala Bhatta Dasa, Pancaratna Dasa, la BBT e il Vihe per l’organizzazione annuale del seminario d’arte.



EDITORIALE
COMPETIZIONE TRASCENDENTALE

Mentre passavamo in macchina nelle vicinanze di un evento sportivo, mia moglie ha ricordato quanto non le piacesse lo sport.
“Odio il fatto che la felicità del vincitore debba verificarsi a spese del perdente,” disse. “Non capisco l’attrazione per gli sport.”
Ma perché, pensai, nonostante il rischio di perdere, anche ripetutamente, così tante persone sono attratte dallo sport? Una ragione potrebbe sembrare il loro amore per la competizione, un amore che supera il timore di perdere.
Mentre alcuni di noi, per principio, preferirebbero un’atmosfera di cooperazione ad una di competizione, che può ispirare odio, gelosia e altri cattivi sentimenti, la competizione ha almeno una buona caratteristica: promuovere la qualità di eccellere.
Gli esseri umani sentono un’attrazione interiore per il primeggiare, negli sport, negli impegni accademici, negli affari o in qualsiasi campo che richieda uno sforzo. Il desiderio di essere i migliori e di competere con gli atri nel nostro campo ci sprona a migliorarci costantemente. Anche quelli di noi che lottano per elevarsi spiritualmente affrontano la competizione. Sotto la direzione di Krsna, Maya, a cui è affidato il controllo dell’energia materiale di Krsna, ci sfida in ogni momento. Prabhupada diceva che l’aspirante devoto ha dichiarato guerra a Maya. Noi siamo in competizione con lei per ottenere una coscienza totalmente pura e poter tornare con Krsna nella nostra dimora originale. Comunque è una competizione amichevole, perché le sfide di Maya hanno lo scopo di far emergere il meglio nel nostro servizio devozionale a Krsna. Se, come fa un atleta olimpionico, seguiamo il nostro scopo con determinazione, gli ostacoli che Maya mette sul nostro percorso ci rafforzeranno spiritualmente.
I libri e le lezioni di Prabhupada contengono molte affermazioni che disprezzano la comune competizione, ma spesso parlano di “competizione trascendentale”, che esiste tra devoti e tra Krsna e i Suoi devoti.
Per diffondere al coscienza di Krsna, Prabhpada incoraggiava la competizione tra i suoi devoti. Quando il tempio di Los Angeles ebbe più successo del gruppo viaggiante di Radha-Damodara nella distribuzione dei libri, Srila Prabhupada scrisse al presidente del tempio di Los Angeles: “Questa è una buona competizione. Così ora Tamal Krsna è stato sconfitto da voi? Allora un mese voi sconfiggete lui e un altro egli può sconfiggere voi e in questo modo il servizio a Radha-Damodara aumenterà grazie alla competizione spirituale.
Questo è molto bello.”
Nel mondo spirituale, la competizione esiste solo per il piacere di Krsna. Quando Krsna corre davanti ai Suoi amici mentre giocano nei campi e nelle foreste di Vrndavana. Egli è contento se i ragazzi competono per essere i primi a toccarLo. Nel lila di Damodara, Krsna è in competizione con Sua madre Yasoda ed è lei che vince: il Suo puro amore conquista Krsna, che accetta d’essere legato a un mortaio.
Krsna e le gopi sono in competizione per attrarsi reciprocamente. Srila Krsnadasa Kaviraja Gosvami nella Caitanya-caritamrta (Adi 4.192-193) scrive: “La bellezza di Sri Krsna aumenta alla vista della bellezza delle gopi. E quanto più le gopi vedono la bellezza di Krsna, tanto più la loro bellezza aumenta. In questo modo si svolge una competizione tra loro in cui non c’è sconfitta.” E Sri Krsna parla di una competizione tra Lui e Srimati Radharani: “C’è una costante competizione tra la Mia dolcezza e lo specchio dell’amore di Radha. Entrambi si intensificano continuamente, ma nessuno dei due conosce la sconfitta. “ (Cc. Adi 4.142)
La competizione tra Radha e Krsna è come una spezia che dà sapore alla Loro assoluta cooperazione reciproca.
Oltre al desiderio di eccellere, la competizione stimola anche la creatività. La competizione trascendentale non porta vantaggi al progresso materiale, bensì l’ispirazione ad accrescere il proprio servizio a Krsna, con cui si assapora il gusto sempre più profondo della pura devozione.
-Nagaraja Dasa




SRI MATSYA
E LA TEORIA DELLE SUPERSTRINCHE
(La storia di un pesce che non ha niente a che fare con le stringhe)

Varie civiltà antiche affermano che nel lontano passato ebbe luogo una grande inondazione. Esse concordano anche nell’affermare che Dio o gli Dei mandarono questa inondazione per distruggere l’umanità con un atto di punizione divina, perché l’uomo era diventato così degradato che Dio voleva ricominciare da capo. Troviamo questa inondazione nel racconto biblico dell’Arca di Noé, nella descrizione puranica di Matsya Avatara e nel racconto di Utnapishtim nell’Epica di Gilgamesh e in altre tradizione. Nella tradizione vedica, Dio ricomincia ripetutamente da capo, mentre le grandi ere si susseguono, a volte con inondazioni che pongono fine ad una di esse prima che ne inizi un’altra.
La maggior parte delle persone considera questa inondazione un mito, intendendo dire con ciò sia che essa non può essere provata con mezzi empirici sia che non sia avvenuta affatto. L’autore di un articolo di World Culture, una rivista universitaria online, non è d’accordo, in particolare perché alcune culture del mondo, separate fra loro dal tempo, dallo spazio e dalla visione del mondo, assicurano tutte che questo fatto è avvenuto. Questa unanimità di visione, dice l’autore, sarebbe molto improbabile se il racconto non avesse qualche fondamento di realtà. La versione puranica, da parte sua, viene chiaramente presentata come una storia vera. La prima incarnazione di Visnu, nella sequenza storica, prese la forma di un pesce, di nome Matsya. (Matsya significa “pesce” e a questa sua incarnazione ci si riferisce con i nomi Matsya o Matsya Avatara. )
Nel Moby Dick Herman Melville si riferisce a quello che considera come il “mito indù” dell’incarnazione di Visnu come balena, ma per i devoti di Krsna sono veri sia Visnu che Matsya.
La storia di Matsya si svolge in questo modo. Nella prima era dell’universo, il Satya-yuga, un re di nome Manu compì severe austerità per migliaia di anni come erano soliti fare i re dell’epoca. Un giorno, mentre faceva abluzioni con l’acqua di un fiume, un piccolo pesce apparve nelle sue mani. Proprio mentre stava per gettare di nuovo la piccola creatura nel fiume, il pesciolino gli chiese di salvargli la vita. Accogliendo la sua richiesta il re mise il pesciolino in una brocca d’acqua, ma esso cresceva così tanto che nessuna brocca poteva contenerlo. Il re allora lo gettò in un lago, ma il pesce, continuava a crescere così tanto che il re fu obbligato a gettarlo prima nel Gange e poi, poiché continuava ancora a crescere, nell’oceano. Il re comprese che si trattava di Sri Visnu stesso, che allora rivelò la Sua identità divina.
Matsya disse al re che il mondo sarebbe finito entro setto giorni a causa di una terribile inondazione. Egli chiese al re di costruire una barca molto grande dove far salire a bordo sette grandi saggi, i semi di tutte le piante e un animale per ogni razza. Egli sarebbe venuto nella forma di pesce, disse, per tirare la barca fino al Monte Himavan, dove i superstiti avrebbero dato inizio al prossimo yuga (eone). Fedele alla Sua parola, il Signore apparve dopo sette giorni, Il re legò la barca a Lui usando il serpente reale Vasuki. Matsya Avatara li portò tutti sul Monte Himavan dove li tenne finché l’inondazione ebbe fine. Dopo iniziò una nuova era e il re cominciò a procreare secondo le istruzioni di Matsya Avatara.

Realtà polidimensionali

Tutto questo che cosa ha a che fare con la Teoria delle Superstringhe? Recentemente mi è capitato di leggere The Fabric of the Cosmos, il libro bestseller di Brian Greene sulla teoria delle Stringhe. L’autore è il fratello di Joshua Greene, conosciuto anche come Yogesvara Dasa, mio intimo amico e membro anziano del movimento Hare Krsna. Perciò, anche se non sono molto interessato alla scienza, su indicazione di Yogesvara ho letto il libro. Leggendolo – un libro, che, sia chiaro, apparentemente non ha niente a che fare con la coscienza di Krsna – mi sorprendeva il fatto che non potevo fare a meno di pensare ai nostri maestri spirituali predecessori. Le opere dei maestri coscienti di Krsna possono essere lette come manuali della Teoria delle Superstringhe in quanto sembrano anticipare la scoperta di universi alternativi e di realtà polidimensionali.
La Teoria delle Superstringhe o semplicemente la Teoria delle Stringhe suggerisce che ci sono ben dieci dimensioni spaziali, non solo le quattro convenzionali (le tre dimensioni spaziali e la quarta temporale) Si potrebbe argomentare che noi possiamo accettare la realtà di Matsya – o di altre descrizioni soprannaturali della letteratura vedica come quella di Visnu con quattro braccia o di Dio come un pastorello dal carnato bluastro – con l’aiuto di queste dimensioni extra, perché senza di esse una persona si troverebbe in grande difficoltà a spiegare cose come queste. Visnu e il mondo spirituale, ovviamente, non hanno bisogno di questo tipo di spiegazione, perché, come i maestri coscienti di Krsna hanno ripetutamente messo in evidenza, il mondo aldilà del tempo non deve essere conforme alle leggi fisiche. Quando però questa realtà più elevata irrompe nel mondo che conosciamo, come nel racconto di Brahma che crea l’universo o di un pesce che raggiunge proporzioni astronomiche, una spiegazione razionale è certamente opportuna. La Teoria delle Stringhe potrebbe fornire una spiegazione.
Questa teoria fu diffusa negli anni ’80, quando Michael Greene del Queen Mary College e Jogh Schwarz del California Institute of Technology dimostrarono che ci può essere davvero la teoria unificatrice che concilia la meccanica quantistica con la relatività generale.
Coloro che la proposero per primi non la videro a sostegno della realtà spirituale. Per estrapolazione, però, la spiegazione che ne dettero porta solo in un’unica direzione: ci sono livelli alternativi di realtà, cose che non possiamo vedere e dimensioni di esistenza di cui non siamo a conoscenza.

Un Passo nella Direzione Giusta

Prima che la Superstringa fosse mai stata pensata, J. Stillson Judah, professore emerito dell’Unione Teologica universitaria di Berkeley e amico di lunga data del movimento Hare Krsna, riconosceva la necessità di ampliare la nostra percezione della realtà e spesso lo aveva messo per iscritto. L’articolo di World Culture lo cita:

Se ad un estraneo “i divertimenti di Krsna” appaiono miracolosi e illogici, sorge la necessità di porre la seguente domanda. La consapevolezza di una realtà più elevata, che tutte le religioni definiscono come un mistero divino, viene nella maggior parte dei casi attraverso la partecipazione all’irrazionale, al paradosso e, per il non credente, all’assurdo? Per molti buddisti essa nasce dalla meditazione sui paradossi del prajna-paramita o sui paradossali ko-ans; per i Pentecostali essa parla per mezzo dell’incoerente balbettio di glossolalia (parlare in varie lingue); per i cattolici romani essa implica il mistero della transustanziazione del pane e del vino nel corpo di Cristo durante la Messa; per i Musulmani, può realizzarsi durante il pellegrinaggio alla Mecca quando il fedele cammina veloce tra le colline di Safa e Marwah imitando Hagar che cercava l’acqua.

In altre parole, la religione ha una precisa relazione con realtà più elevate e con fenomeni spirituali e non materiali. Racconti associati allo spirito saranno naturalmente concentrati su avvenimenti dell’altro mondo o soprannaturali e questo è ciò che ci si aspetta. E’ soltanto quando questo è visto da un punto di vista materialistico che tali racconti appaiono strani. Infatti la Teoria delle Superstringhe, frutto della scienza, che in genere è materialistica, svela una verità capace di rendere comprensibili racconti come quelli di Matsya Avatara. Un devoto accetta queste verità senza bisogno di parlare di stringhe, ma per coloro che hanno bisogno di prove, la Teoria delle Superstringhe può essere un passo nella giusta direzione e Judha sarebbe un convinto sostenitore di questa indicazione.

Satyaraja Dasa, discepolo di Srila Prabhupada, è condirettore di BTG. Egli ha scritto più di venti libri sulla coscienza di Krsna e vive vicino a New York City.


CALENDARIO

Questo calendario è calcolato per la zona di Firenze. Le date, che derivano dal calendario lunare, possono variare per altre zone. Per ottenere le date esatte della vostra area collegatevi al sito www.krishna.com/calendar.
Poiché il Movimento Hare Krsna si basa sulla linea di maestri che discende da Sri Caitanya Mahaprabhu, il calendario include non solo date rilevanti per tutti i seguaci della tradizione Vedica, ma anche date riferite ai compagni del Signore e a preminenti maestri spirituali della Sua successione.

16 Giugno – 15 Luglio
(Mese di Vamana)

LUGLIO

1. Anniversario della scomparsa di Srila Gadadhara Pandita, uno dei principali compagni di Sri Caitanya. Anche anniversario della scomparsa di Srila Bhaktivinoda Thakura. Digiuno fino a mezzogiorno, seguito da una festa di prasada.
2. Gundica-marjana: festival della pulizia del tempio di Gundicha a Jagannatha Puri, in India.

3. Sri Jagannatha Rathayatra a Jagannatha Puri. Anniversario della scomparsa di Srila Svarupa Damodara e Srila Sivananda Sena, compagni intimi di Sri Caitanya.


11 - Sayana Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi
(Rompere il digiuno 5:43-10:48)

15 – Anniversario della scomparsa di Srila Sanatana Gosvami, uno dei sei Gosvami di Vrndavana. Inizia il primo mese di Caturmasya (digiuno di verdure a foglie verdi)


16 Luglio – 13 Agosto
(Mese di Sridhara)

20 – Anniversario della scomparsa di Gopala Bhatta Gosvami, uno dei sei Gosvami di Vrndavana.

23 – Anniversario della scomparsa di Srila Lokanatha Gosvami, grande devoto di Sri Caitanya.

24 – Anniversario della registrazione della ISKCON, a New York nel 1966.

26 – Kamika Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi
(Rompere il gigiuno 6:28-10:53)


AGOSTO

9 – Pavitropana Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi. Inizia il Jhulana Yatra (festival dell’altalena) di Sri Sri Radha-Govinda.
(Rompere il digiuno 6:13-10:57)

10 – Anniversario della scomparsa di Srila Rupa Gosvami, uno dei sei Gosvami di Vrndavana. Anniversario della scomparsa di Srila Gauridasa Pandita, un compagno di Sri Caitanya.

13 – Termina il Jhulana Yatra. Anniversario dell’apparizione di Sri Balarama. Digiuno fino a mezzogiorno, seguito da una festa di prasada. Inizia il secondo mese di Caturmasya (digiuno di yogurt).


14 Agosto – 12 Settembre
(Mese di Hrsikesa)

14 – Anniversario della partenza di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada per gli Stati Uniti nel 1965.

22 – Sri Krsna Janmastami, anniversario dell’apparizione di Sri Krsna. Digiuno fino a mezzanotte, seguito da un rompi digiuno di prasada di Ekadasi (senza cereali e legumi). La festa di prasada si osserva domani.

23 – Anniversario dell’apparizione di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, Acarya-Fondatore dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna. Digiuno fino a mezzogiorno, seguito da una festa di prasada.

25 – Annada Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi.
(Rompere il digiuno 6:31-11:01)


SETTEMBRE

2 – Anniversario dell’apparizione di Srimati Sita Devi, la consorte di Srila Advaita Acarya.

5 – Sri Radhastami, anniversario dell’apparizione di Srimati Radharani, l’eterna consorte di Sri Krsna. Digiuno fino a mezzogiorno, seguito da una festa di prasada.

7 – Parsva Ekadasi
Digiuno di cereali e legumi. (Digiuno fino a mezzogiorno oggi per Sri Vamana-dvadasi di domani.)
(rompere il digiuno 6:46-7:07)

8 – Sri Vamana-dvadasi, anniversario dell’apparizione di Sri Vamana, l’incarnazione di Sri Krsna come un brahmana-nano. Anniversario dell’apparizione di Srila Jiva Gosvami, uno dei sei Gosvami di Vrndavana.


LA VERA CONOSCENZA HA CAMBIATO LA MIA VITA

Nonostante anni di studi universitari, non avevo capito niente finché non ho incontrato Srila Prabhupada.

Di Visakha Devi Dasi

“In questo mondo materiale ci sono diversi tipi di realizzazioni, ma tra tutte, la conquista della conoscenza è considerata la più elevata, perché non è possibile attraversare l’oceano dell’ignoranza senza il vascello della conoscenza. Questo oceano non può essere superato in un altro modo.”

Il Galles: i suoi abitanti, il suo Clima e la sua Storia” era una relazione miope di 61 pagine di fatti e di mappe compilata da un’orgogliosa studentessa di nono livello (io), che pensava, avendo completato una ricerca su testi, la più ampia che avesse mai fatto, di sapere qualcosa sul Galles. Guardando indietro, quello che sapevo sul Galles dopo aver terminato la mia relazione nel migliore dei casi era teorico, ma in una visione più ampia tutto ciò che io e i miei compagni di scuola abbiamo ottenuto in tutto il corso dei nostri studi non era vera conoscenza, perlomeno secondo la terminologia di Krsna.
Secondo Krsna, la vera conoscenza è straordinaria e il suo oggetto supera la sfera materiale della scienza, della politica, della storia, della geografia, della sociologia e via dicendo. Fu durante un programma tenuto in una tenda nel centro di Mumbai in una calda sera di marzo del 1971 che per la prima volta incontrai la vera conoscenza.
Era Srila Prabhupada che parlava e sebbene non capissi molto di quello che diceva a causa del suo accento, sentivo che stavo ascoltando qualcosa di completamente differente da tutto ciò che avevo sentito prima. Quell’esperienza fu inquietante ma stimolante e qualcosa che dormiva dentro di me cominciò a muoversi. Poiché Prabhupada era di aspetto aristocratico, erudito e aveva modi signorili, nonostante che a quel tempo fossi atea sentivo rispetto per lui ed avevo fede in lui e desideravo capire quello che diceva. Perciò ascoltai lui e i suoi seguaci.
Spiegarono che la vera conoscenza comprende l’abbandono del senso di proprietà. Prabhupada ha scritto: “Bisogna disfarsi del falso concetto che la società umana sia la proprietaria di questo mondo.” (Bhagavad-gita 15.5 Spiegazione) Il creatore e il proprietario di questo mondo è Dio. Tutte le cose e tutti gli esseri emanano da Lui e sono Suoi. La vera conoscenza comprende anche il riconoscimento che l’anima – la vita nel corpo – è distinta dal corpo ed è parte integrante di Dio. Una persona che ha una conoscenza completa conosce Dio, l’anima, la natura materiale e le loro relazioni.
Tutto questo scosse le mie precedenti convinzioni. Inoltre ciò spiegava perché, nonostante avessi buoni amici, buona salute e successo nella mia amata professione di fotografa, fossi profondamente insoddisfatta e confusa. Senza conoscenza dell’origine e dello scopo della mia esistenza la mia vita era confusa.
I discepoli di Prabhupada mi dissero che non dovevo smettere di fotografare e che, invece di fotografare per denaro, prestigio e per uno stimolo di creatività, potevo fotografare per servire il Signore e i Suoi servitori. Questo era il servizio devozionale che mi avrebbe liberata dall’attaccamento ai risultati del mio lavoro e dai continui alti e bassi della mia mente e della mia professione. Invece di cercare di compiacere me stessa, dovevo cercare di compiacere Dio e i Suoi devoti, In questo modo, essi dicevano, potevo distaccarmi dalla vita materiale e fare avanzamento spirituale.
In altre parole la conoscenza che Srila Prabhupada prospettava non portava all’inattività. Essa non era soltanto teorica, ma pratica: dovevo compiere azioni nella mia realtà di anima. Agire in questo modo – bhakti-yoga o servizio devozionale – avrebbe rafforzato il mio avanzamento nella vera conoscenza, che a sua volta avrebbe potenziato il mio nascente entusiasmo per il bhakti-yoga.
Appresi che la lussuria, l’avidità e l’invidia distruggono la conoscenza e che potevano fermare il mio avanzamento spirituale e distraendomi mantenermi attaccata alle cose materiali. In altre parole, il controllo dei sensi – seguendo tutte le regole – era necessario per acquisire la vera conoscenza. L’idea però di seguire molte regole non era attraente. Che fare? Mi resi conto che solo l’accenno di una possibilità spirituale che avrei avuto stando con Srila Prabhpada e i suoi seguaci mi faceva apparire insignificante la mia vita precedente e il mio futuro. Se fossi diventata una fotografa famosa, conosciuta e ricca, ma vuota dentro, a che cosa sarebbe servito? Meglio accettare l’austerità delle varie regole (che, come mi accorsi, erano utili alla salute del corpo e della mente) che vivere una vita senza significato. Inoltre, se io sono un’anima – e sulla base dei concetti e delle prove che avevo sentito, sembrava proprio che fossi un’anima – perché non agire come anima? Perché agire secondo l’imperio della mente e del corpo, che non sono me? Se potevo trasferirmi ad un livello di vera conoscenza e delle attività corrispondenti allora certamente ne avrei tratto beneficio e mi sarei sentita soddisfatta interiormente. Allora, facendo un tentativo assieme al mio ragazzo di allora, John, in seguito mio marito (ora Yaduvara Dasa) provammo a fare quello che facevano i devoti, cioè ascoltare e cantare di Krsna e dei Suoi devoti, servirli e vivere con semplicità. Gradualmente i nostri dubbi diminuirono e le nostre speranze crebbero.

Gli effetti della Vera Conoscenza

Prabhupada dice: “Lo scopo della conoscenza è quello di capire chiaramente che per qualche ragione siamo caduti nell’esistenza materiale. Con i nostri sforzi personali e a contatto con le Scritture, con gli uomini santi e con un maestro spirituale, tutte autorità in materia, dobbiamo capire la nostra posizione e quindi tornare alla nostra coscienza spirituale o coscienza di Krsna…
Così saremo sicuri di non tornare mai più all’esistenza materiale, ma di essere trasportati nel mondo spirituale dove vivremo una vita eterna di conoscenza e felicità.”
(Bhagavad-gita 13.24, Spiegazione)
E Krsna dice: “Anche se tu fossi considerato il peggiore dei peccatori, una volta salito sul vascello della conoscenza trascendentale, riuscirai a superare l’oceano della sofferenza.”
(Bhagavad-gita 4.36)
Perché la conoscenza trascendentale ha questo effetto straordinario? Ci sono perlomeno quattro ragioni: una è che la sorgente della conoscenza trascendentale è Dio, la Persona Suprema il Signore, Sri Krsna. La conoscenza materialistica è fatta per aumentare i livelli materiali di prestigio, di divertimento, di stimolazione e distrazione, che in definitiva non ci danno beneficio. In terzo luogo la vera conoscenza distingue la realtà dall’illusione ed aumenta solo il nostro attaccamento ad essa. In quarto luogo, il risultato della vera conoscenza è il puro servizio devozionale che libera coloro che lo praticano dalle sofferenze materiali e li rende capaci di ottenere l’amore più elevato, l’amore per Dio e la Sua creazione. La conoscenza mondana non può opporsi alle sofferenze di questo mondo, che includono nascita, malattia, vecchiaia e morte e la conoscenza materiale non può evocare il vero amore.
Il risultato della conoscenza trascendentale sfida l’immaginazione. La Bhagavad-gita spiega che il fuoco di questa conoscenza incenerisce le reazioni del nostro agire e lo rende adatto a fondersi nella trascendenza (4.19,23), pone fine all’illusione (4.35), è il frutto più sublime e puro del misticismo e la causa della liberazione (4.38) e colui che lo ottiene, ottiene la suprema pace dello spirito, è come un’arma che uccide i dubbi che nascono dall’ignoranza (4.42) e, a causa della sua mancanza soffriamo in un corpo materiale (5.14, Spiegazione).

Trasformati dalla Conoscenza

Essendo sempre più coinvolti nella coscienza di Krsna, la conoscenza trascendentale cambiò John e me. Senza pensarci, cominciammo ad abbandonare vecchie idee ed abitudini, anche se questo abbandono ci separava dalla famiglia, dagli amici e dai compagni di lavoro che davano importanza esclusivamente agli impegni materiali. Nel vedere il nostro cambiamento, alcune di queste persone ci ridicolizzavano o ci isolavano come se fossimo diventati erbacce o parassiti. Tuttavia, pure quanto le loro reazioni ci facessero soffrire, la conoscenza che Srila Prabhupada ci aveva dato, che ci aveva portato fuori dai limiti della convenzione sociale, fu più forte della pressione sociale.
Il cambiamento più drastico che abbiamo sperimentato accettando la vera conoscenza non fu tanto che le nostre gioie, i nostri dolori e le nostre paure materiali finirono (anche se forse si erano affievolite), ma che le nostre vite erano state diversamente orientate. Krsna, il karma, la reincarnazione, gli esseri celesti con i loro pianeti superiori, gli inferni con la sofferenza e la trasformazioni che comportano – la conoscenza di tutte queste cose diventò parte integrante del nostro nuovo modo di vedere.
Prabhupada spiega: “Colui che accetta un maestro spirituale potrà imparare a distinguere lo spirito dalla materia e ciò è la base di una realizzazione più profonda. Il maestro spirituale insegna ai suoi discepoli come liberarsi da ogni concezione materiale della vita. (Bhagavad-gita 13.35, Spiegazione)
Ora John ed io facevamo fotografie consapevoli della nostra relazione con Krsna, sapendo che Lui è il principio supremo del potere. Colui che conosce tutto, il più anziano, l’origine onnipervadente di ogni cosa, il controllore supremo e il mantenitore. Egli è la conoscenza, l’oggetto della conoscenza e lo scopo della conoscenza. Proprio come per la mia vecchia relazione sul Galles “Lo scopo della conoscenza consiste nel capire Krsna e il Suo servizio devozionale, altrimenti la nostra conoscenza è inutile.” (Dalla Caitanya-bhagavata, Antya 3.44, citato nello Srimad-Bhagavatam 4.49.50, Spiegazione) Oppure con le parole di Krsna nella Bhagavad-gita(9.2), la conoscenza spirituale è “il re di tutte le scienze, il più segreto dei segreti, è la conoscenza più pura e poiché permette di realizzare con percezione diretta la propria vera identità, è la perfezione della religione. Tale conoscenza è eterna e si applica con gioia”.

Visakha Devi Dasi contribuisce da più di trent’anni a BTG con articoli e fotografie, Vive a Saraganati Village nella Colombia Britannica, in Canada. Recentemente ha pubblicato un libro sulla vita a Saraganati intitolato Harmony and the Bhagavad-gita: Lessons from a Life-Changing Move to the Wilderness. E’ disponibile al Krishna.com Store.


SRILA PRABHUPADA PARLA CHIARO
I Divertimenti di Krsna: Realtà, Non Allegoria

La conversazione che segue fra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e David Lawrence, un insegnante inglese, si è svolta nell’agosto del 1973 durante una passeggiata mattutina a Londra.

DAVID LAWRENCE: Sembra che nello Srimad-Bhagavatam sia trattato ampiamente l’argomento dei … demoni, non so se sei d’accordo. Ora, confesso che questo suscita in me dei problemi. Questi riferimenti, tanto per dire, al demone Putana che prende Krsna in braccio e Krsna succhia il suo seno e la uccide – questo deve essere interpretato letteralmente o allegoricamente?

SRILA PRABHUPADA: Si. Naturalmente, nel Bhagavatam ci sono anche dei racconti allegorici, simili alle favole di Esopo. Hanno lo scopo di dare degli insegnamenti.

SIGNOR LAWRENCE: Che ne dici del riferimento a Krsna e alle gopi non sposate (pastorelle)? Nei tuoi libri dici che “Egli le trattava come bambole, tuttavia esse erano molto felici con Lui.” Qual è il punto centrale del racconto?

SRILA PRABHUPADA: Quando il Bhagavatam dice che Krsna trattava le gopi come bambole, significa che le gopi danzavano proprio secondo i Suoi desideri.

SIGNOR LAWRENCE: Si deve prendere alla lettera oppure c’è un significato simbolico?

SRILA PRABHUPADA: No, alla lettera. Le gopi sono così devote a Krsna che qualsiasi cosa Krsna desideri, esse lo fanno.

SIGNOR LAWRENCE: Devo confessare che queste attività di Krsna sono molto al di là della mia comprensione.

SRILA PRABHUPADA: Sì, per le persone comuni è molto difficile comprenderle. Questa è la ragione per cui questa parte della vita di Krsna è riportata nel Decimo Canto dello Srimad-Bhagavatam. Nove canti sono dedicati alla comprensione della suprema posizione di Krsna. Poi i lila intimi di Krsna (i divertimenti) sono descritti nel Decimo Canto. Se però cerchiamo di leggere la vita e i divertimenti di Krsna senza comprendere che Egli è Dio, la Persona Suprema, restiamo fuorviati. Perciò il Bhagavatam inizia spiegando che il Signore Supremo è la fonte originale della creazione (jnmady asya yatah). Il Bhagavatam non presenta improvvisamente i divertimenti di Krsna con le gopi.
Nel mondo spirituale Krsna ha un numero illimitato di attività di questo mondo materiale sono solo un riflesso distorto di quelle del mondo spirituale, ma a causa della nostra stupidità riteniamo che le attività di Krsna siano simili alle nostre. Le gopi erano ragazze e Krsna era un giovane ed Egli le amava. Qui però il cosiddetto amore tra un ragazzo e una ragazza è lussuria. Perciò viene condannato, ma nell’amore tra Krsna e le gopi non c’è alcuna traccia di lussuria.
Qui la lussuria assume il nome di amore, ma poiché non è amore, non può durare a lungo, s’interrompe. Nella storia del mondo spirituale, invece, non accade mai che l’amore tra Krsna e le gopi s’interrompa.

SIGNOR LAWRENCE: In occidente, un matrimonio su tre è destinato a fallire. Questo è ciò che si afferma ora – uno su tre.

SRILA PRABHUPADA: Ah si! E stanno cercando di introdurre le loro idee lussuriose nei divertimenti di Krsna. In genere questi mascalzoni affermano che i divertimenti di Krsna con le gopi sono basati sulle loro stesse attività lussuriose. “Krsna si comporta in modo lussurioso, allora posso farlo anch’io” Questo è un errore grossolano. Le persone che la pensano così non considerano che qui nel mondo materiale il cosiddetto amore è lussuria – e che finisce, ma nell’amore tra Krsna e le gopi non c’è interruzione, c’è solo un’intensità crescente. Quindi come possono paragonare i loro rapporti lussuriosi ai rapporti d’amore di Krsna con le gopi?

SIGNOR LAWRENCE: Devo ammettere di non aver letto abbastanza dei tuoi libri per capire che in realtà non possono farlo.

SRILA PRABHUPADA: Quando si fa un’analogia ci devono essere molti punti simili. Allora quali sono i punti simili tra i divertimenti di Krsna e i rapporti lussuriosi di questo mondo materiale?
Questi mascalzoni sono così ottusi che non sanno neanche usare la logica. Essi paragonano i rapporti lussuriosi di questo mondo ai rapporti di Krsna con le gopi, ma che cosa hanno in comune?

SIGNOR LAWRENCE: Non si fa mai alcun accenno alla lussuria o al desiderio animale, è vero?

SRILA PRABHUPADA: No. Per esempio il Bhagavatam descrive tutto quello che riguarda la danza di Krsna con le gopi – i baci, gli abbracci e così via, ma non si parla mai di contraccettivi e le gopi non rimangono mai incinte. Perciò come possiamo paragonare i rapporti d’amore di Krsna con le gopi ai rapporti lussuriosi di questo mondo materiale?

SIGNOR LAWRENCE: Non si può fare. Un’altra domanda: stavo leggendo un libro (uno non edito dal movimento Hare Krsna) su Sri Caitanya. Questo diceva che le manifestazioni di coscienza di Krsna che Egli esibiva durante i kirtana e in altre occasioni erano sintomi di pazzia. Puoi fare un commento su questo?

SRILA PRABHUPADA; Se un uomo è davvero pazzo, penserà che anche gli altri lo siano. (Risate)

SIGNOR LAWRENCE: Vedrà un riflesso di se stesso.

SRILA PRABHUPADA: Si. Questa falsa comprensione è condannata nella Bhagavad-gita dove Krsna dice, avajnanti mam midha: “Poiché quando discendo in questo mondo ho la forma umana, i mascalzoni mi considerano un comune essere vivente.” (La parola mudha significa “mascalzoni” o “asini”) Perciò Sri Caitanya è Krsna Stesso, ma gli sciocchi e i mascalzoni Lo considerano un uomo comune.

SIGNOR LAWRENCE: Essi parlano secondo la propria esperienza. Non riescono ad immaginare che cosa accade quando Dio Si presenta come uomo.

SRILA PRABHUPADA: Quando sentono dire che Krsna sollevò la collina Govardhana, pensano: “Questa è mitologia”. Ma se Krsna è veramente Dio, è difficile per Lui sollevare una montagna? Egli fa fluttuare moltissimi pianeti pesanti nello spazio. Perciò se Krsna può rendere così tanti pianeti privi di peso, è difficile per Lui rendere priva di peso la collina Govardhana?
I devoti possono capire molto facilmente queste cose, ma i non devoti non possono capirle. Perciò nella Bhagavad-gita Krsna dice chiaramente, bhaktya mam aghijanati: “Solo con il servizio devozionale è possibile conoscere Me.” Quindi, se non vuoi capire veramente Krsna e i divertimenti di Krsna, devi seguire il metodo del servizio devozionale.



Un Faro Spirituale Sopra
SIGATOKA
Grazie alla dedizione esemplare di due donne ispirate dal proprio guru, l’ISKCON ha aperto il suo quinto tempio nelle Fiji.
di Kalasamvara Dasa and Lavangalata Devi Dasi

Le Fiji sono una piccola nazione (con una popolazione di 900.000) composta da molte isole vulcaniche nell’Oceano Pacifico. Sigatoka, dove l’ISKCON ha aperto un nuovo tempio lo scorso novembre, è situata sulla costa corallina dell’isola principale, Viti Levu, tra Lautoka e Suva, due delle più grandi città delle Fiji, ciascuna con un grande tempio ISKCON. Srila Prabhupada pose la prima pietra per il tempio di Krsna-Kaliya a Lautoka nel 1977 e il tempio di Radha-Golokabihari fu aperto a Suva nel 2004.
Le Fiji sono famose per essere la prima terra a vedere la luce del sole poiché la Linea di Data Internazionale piega intorno ad una delle sue isole e ne attraversa un’altra. E’ meraviglioso paradiso tropicale, con fiori rigogliosi, alberi da frutto e altre piante che offrono generosamente i propri frutti alle comunità del luogo.
Sigatoka e la sua area circostante di 2.500 chilometri quadrati ha una popolazione di 12.500 indiani, la maggior parte dei quali sono agricoltori che vivono con quanto guadagnano dai raccolti, recandosi regolarmente nella città di Sigatoka a vendere i propri prodotti Sigatoka è una città della costa corallina circondata da grandi complessi che portano molti turisti in città per fare acquisti. Lussureggianti colline verdi, un grande fiume, paesaggi marini e pittoresche dune di sabbia circondano SIgatoka. Sopra la città s’innalza il nuovo tempio ISKCON di Sri Sri Radha-Damodara, incassato per circa 10 metri sul fianco della collina. Un ampio muro di cinta crea una superficie piana di circa 600 metri quadri su cui si erge il tempio – alto quattro piani, con una cupola sul tetto nello stile dell’antico tempio di Kusum Sarovara, vicino alla collina Govardhana in India. Il complesso del tempio di circa 1850 metri quadri contiene una clinica e servizi per i pazienti al pianterreno; la ricezione e la zona residenziale al primo piano; le cucine, un ristorante, una boutique e un piccolo teatro al secondo piano, e il tempio principale al terzo piano, il quale ha diretto accesso dalla strada che continua e salire verso la collina. Le Divinità di Gaura Nitai, Nrsimhadeva e Giri Govardhana fanno compagnia a Radha Damodara sull’altare (di seguito ci sono diversi bassorilievi adornano il tempio, che rappresentano Siva, Parvati e Ganesa; Sita-Rama e i loro compagni. Un diorama di Yasoda che lega Krsna occupa un posto importante nella stanza del tempio, al terzo piano, accessibile direttamente dal cancello principale)

Due Donne Esemplari

La storia della costruzione del tempio ricorda il potere della fede nelle istruzioni del guru e di Krsna. Gurusmarana Dasi e Gitakirti Dasi, devote brahmacarini (donne nubili), hanno assunto un ruolo dirigenziale nella loro comunità della coscienza di Krsna. Da molti anni hanno diretto il tempio di Sigatoka dalle proprie case e da edifici in affitto. Hanno anche fondato una rivista intitolata Krishna Sun, che serve i devoti delle Fiji e le loro famiglie, sia localmente che all’estero. Gurusmarana Dasi, che è dottoressa, cura in modo olistico sia le persone del luogo che i turisti e aiuta i bisognosi con cure gratuite. Gitakirti Dai gestisce una boutique che si chiama “Radharani’s”, dirige il tempio e sta allestendo un ristorante.
Il loro maestro spirituale è Sua Santità Tamal Krsna Goswami, uno dei primi discepoli di Srila Prabhupada e leader dell’ISKCON che lasciò il corpo nel 2002. Dopo il suo trapasso, Gurusmarapa e Gitakirti sono diventate ancor più determinate nel loro servizio devozionale.
Sua Santità Vedavyasapriya Swami, coordinatore del progetto per la costruzione del tempio, incontrò Gurusmarana e Gitakirti nel 2003. Egli viaggiava con le sue Divinità di Radha-Krsna e i tre parlarono dell’adorazione di Radha-Krsna. Subito dopo il loro confratello Nandavraja Dasa delle Fiji si trasferì in Nuova Zelanda e affidò loro l’adorazione delle sue Divinità RadhaKrsna, Radha-Damodara, le quali s’impossessarono immediatamente del loro cuore. Esse cominciarono subito a pensare di costruire un tempio per queste Divinità.
Contanti nel loro impegno con Radha-Damodara sono state un esempio per la comunità dei devoti donando il proprio denaro e i propri beni per costruire il tempio. Il loro contributo di circa cinque milioni di dollari delle Fiji fu possibile grazie al loro stile di vita frugale dei dodici anni precedenti e anche all’aiuto dei propri familiari. Vedavyasapriya Swami e i suoi discepoli raccolsero la maggior parte della cifra rimanente necessaria per portare a termine il progetto. In un momento critico della costruzione si dovette far fronte alla mancanza di 100.000 dollari. Vedavyasapriya Swami invitò Gitakirti a viaggiare per un mese in Australia con lui per raccogliere fondi. Superarono la crisi con successo. Quando un donatore venne meno all’impegno di versare una grande somma di denaro per pagare le mattonelle per la pavimentazione. Gurusmarana e Gitakirta non si scoraggiarono, considerando l’imprevisto come una sfida da parte di Krsna. Krsna rispose e si fece avanti un’altra persona con una nuova donazione che ricoprì solo l’impegno precedente, ma anche molto di più.

Un Edificio di cui gli Abitanti delle Fiji Possono Andare Fieri

Pur mantenendo lo stile vedico dei progetti originali, Vedavyasapriya Swami modificò il disegno originale per attrarre sia gli abitanti del luogo sia i turisti. Il tempio offre alla comunità un’adorazione giornaliera ed altre attività, quali la festa della domenica nel tempio e programmi svolti nelle case delle aree circostanti. La seconda fase – terminare le decorazioni interne ed esterne e la costruzione stessa – è in corso e si spera che venga completata quest’anno per Jamnastami. I progetti a lungo termine prevedono lo sviluppo di una comunità agricola impegnata in una vita semplice e un pensiero elevato e l’ulteriore sviluppo di un presidio medico per la comunità che comprenda una clinica per i pazienti con strutture di specializzazioni diagnostiche e interventi chirurgici.
Osservando il servizio devozionale esemplare di Gurusmarana e di Gitakirti Dasi, Vedavyasapriya Swami ha detto: “Sono particolarmente grato a tutti i devoti e ai benefattori che riconoscendo questa qualità di fede assoluta nel guru e in Krsna, si sono prestati ad aiutare con il loro denaro guadagnato con grande fatica ed hanno reso possibile l’esecuzione del progetto per la gloria del guru, di Gauranga (Caitanya Mahaprabhu) e delle Fiji. E’ una grandissima fortuna per le isole Fiji che il servizio spirituale di Gurusmaranana Dasi, di Gitakirti Dasi e di tutti coloro che le hanno aiutate costituisca un fatto di orgoglio nazionale per la popolazione delle Fiji. Con questo tempio, le Fiji possono godersi il prestigio di essere il faro della bellezza spirituale per tutto il mondo”.
Kalasamvara Dasa fu iniziato nel 1975 da Srila Prabhupada ed ha servito a lungo come presidente del tempio ISKCON di Auckland, in Nuova Zelanda, dove fu il sovrintendente alla costruzione di un bel tempio. Egli è stato un entusiasta sostenitore dell’ISKCON nelle Fiji.
Lavangalata Devi Dasi è una delle prime discepoli di Sua Santità Vedavyasapriya Swami. Proviene da Hamilton, in Nuova Zelanda, ma ha scelto di trascorrere la sua vita al servizio di Sri Sri Radha-Syamasundara a Vrindavana. Ha aiutato a disegnare il tempio di Sigatoka con grafici fatti al computer. Gli autori ringraziano Sua Santità Vedavyasapriya Swami per il suo inestimabile aiuto nella stesura di questo articolo. (Nella pagina ci sono delle foto di Gitakirti Devi Dasi offre l’arati a Radha-Damodara, un’altra devota offre l’acqua a Srila Prabhupada e Gurusmarana Devi Dasi tiene una lezione sul canto del japa. Inoltre alcuni devoti assistono all’arati con Gurusmarana che conduce il kirtana.)


IL RESPIRO DEL BHAKTI YOGA

Le nostre pratiche spirituali possono diventare aride e meccaniche se omettiamo l’ingrediente essenziale.
Di Vraja Vihari Dasa

Durante i miei viaggi talvolta incontro persone che un tempo erano entusiaste delle loro pratiche spirituali di bhakti-yoga ma che in seguito si sono distratte e le hanno abbandonate. Spesso chiedo loro perché ora non vengono più al tempio. Alcuni confessano candidamente che si erano annoiati di praticare il servizio devozionale. Altri confessano di avere degli amici nella coscienza di Krsna che sentono di non essere veramente felici di cantare, ascoltare lezioni, fare servizio e partecipare alle feste del tempio. Quasi tutti coloro che hanno abbandonato la pratica del bhakti-yoga avvertono la sensazione che il canto e i programmi del tempio stavano diventando meccanici e destano fingere di essere devoti felici. Nel tempio Hare Krsna, dove io vivo, spesso rifletto sul motivo per il quale alcuni praticanti non siano felici nel seguire il percorso del bhakti-yoga. Perché questo metodo appare loro noioso e meccanico?
Lo studio della letteratura della bhakti mi ha aiutato trovare le risposte a queste domande, come, con mio stupore, hanno fatto anche gli insegnamenti del mio maestro di yoga.

Similarità con le Asana dello yoga

Alcuni devoti residenti nel tempio non godevano di buona salute. La direzione del tempio invitò un insegnante di yoga per insegnare le asana, esercizi yoga per aiutarci a recuperare la salute. Tutti i residente vi presero parte. Mentre altri si rimettevano in buona salute, io facevo fatica a praticare le asana. Le lezioni di yoga mi lasciavano ancora più stanco e mentre ero abituato a dormire sei ore per notte, ora sentivo il bisogno di dormire più a lungo. Sapevo che la mia esecuzione era imperfetta e l’insegnante mi indicava con gentilezza i miei errori. Anche se m’impegnavo in modo corretto, trascuravo l’elemento essenziale di una buona respirazione nell’esecuzione degli esercizi. Mentre m’impegnavo duramente, trattenevo il respiro. Questo mi lasciava esausto anziché rinvigorito alla fine di un’ora di lezione di yoga. Anche il bhakti-yoga ci richiede uno sforzo – impegnandoci a compiere vari doveri che possono essere paragonati alle varie asana. L’antico testo classico del bhakti-yoga lo Srimad-Bhagavatam descrive i novi modi in cui i devoti praticano il bhakti-yoga: “Ascoltare e cantare il santo nome trascendentale, la forma, le qualità, i divertimenti di Sri VIsnu e ciò che Lo circonda, ricordare ogni cosa, servire i piedi di loto del Signore, offrire al Signore una rispettosa adorazione mediante sedici differenti oggetti, offrire preghiere al Signore, diventare Suo servitore, considerare il Signore come il proprio migliore antico e sottomettere ogni cosa a Lui (in atri termini servirLo con il corpo, la mente e le parole) – questi nove metodi sono considerati pure servizio devozionale. Colui che ha dedicato la propria vita al servizio di Krsna mediante questi nove metodi dev’essere considerato la persona più colta perché ha raggiunto la perfetta conoscenza.” (Srimad-Bhagavatam 7.5.23-24)
Srila Rupa Gosvami, un santo Vaisnava del sedicesimo secolo e insegnante della scienza del bhakti-yoga scrisse il Bhakti-rasamrta-sindhu, trattato-presentato da Srila Prabhupada come il Nettare della Devozione. Rupa Gosvami indica sessantaquattro metodi con cui un praticante di bhakti-yoga s’impegna, comprendendovi l’offerta di vari tipi di preghiere, il canto per il Signore, il servizio la visita ai luoghi santi, lo studio delle sacre Scritture e la compagnia di altri devoti.

Concentrarsi sul Ricordo di Krsna

Come qualsiasi attività rispettiva, le pratiche dei bhakti-yoga possono diventare cieche ritualità e possiamo rimanerne delusi. Perciò Rupa Gosvami afferma con enfasi che la regola sacra che deve guidare la pratica è “Ricordare sempre Krsna e non dimenticarsi mai di Lui”. Io paragono questo principio di ricordare Dio a respirare correttamente durante una asana dello yoga. In tutte le asana dello yoga ci si deve concentrare sul proprio respiro. Nello stesso modo, in tutte le attività del servizio devozionale nel bhakti-yoga, il devoto deve concentrarsi sul ricordo di Krsna.
“Ci si deve sempre ricordare di Krsna senza dimenticarLo mai. Tutte le regole e i divieti ricordati nelle Scritture devono essere al servizio di questi due principi.” (Dal Brhatsahasra-nama-stotra del Padma Purana)
La letteratura della bhakti dichiara con fermezza che tutte le altre considerazioni nella pratica del bhakti-yoga sono secondarie rispetto alla regola principale: “Ricordare sempre Krsna e non dimenticarLo mai.” Il dovere del maestro spirituale è aiutare i suoi studenti (coloro che praticano il bhakti-yoga) a concentrare la loro mente su Krsna. Srila Prabhupada, un autentico insegnante di bhakti-yoga, fondò il movimento per la coscienza di Krsna per impegnare i suoi discepoli in una gran varietà di servizi per Krsna. Srila Prabhupada sottolineava spesso che lo scopo di questi è ricordare Krsna per sviluppare il nostro amore per Lui.

Eseguirlo in Modo Pratico

La Bhagavad-gita (15.7) descrive Krsna come Dio, la Persona Suprema e ogni essere vivente come una Sua parte: “Gli esseri viventi in questo mondo di condizioni, sono Miei frammenti eterni, ma essendo condizionati lottano duramente con i sei sensi, tra cui la mente.” Il ricordo costante di Krsna riempie il cuore di gioia e serenità spirituali che emanano dal mondo spirituale, dando a colui che pratica il gusto di essere collegato con Krsna. Se ricordiamo Krsna mentre compiamo i nostri doveri, ristabiliamo la nostra relazione con Lui. Il bhakti-yoga percepisce questa riconnessione spirituale nella forma di una crescente felicità. (Bhagavad-gita 9.2) Dunque il benessere spirituale di colui che pratica la bhakti diventa vibrante ricordando Krsna in modo favorevole.

Scoprire un Equilibrio Salutare

Mentre per alcuni fare servizio e compiere i doveri senza ricordare Krsna può rendere banale la pratica del bhakti-yoga, qualcuno può anche fare la scelta opposta. Come una persona che siede in ozio limitandosi a respirare on fa sviluppare i suoi muscoli e viene privato di una buona salute, così un devoto che non fa alcun servizio pratico ma cerca soltanto di ricordare Krsna trova la sua mente distratta. Il servizio e le difficoltà ci aiutano a concentrare la mente su Krsna e se in noi cresce la dipendenza da Lui mentre Lo invochiamo disperatamente, facciamo anche una rapido avanzamento, I nostri muscoli spirituali crescono e la nostra coscienza rimane a un buon livello spirituale. Se la difficoltà del servizio aumenta, noi aumentiamo il nostro ricordo amorevole per Krsna. La combinazione del ricordare Krsna e dell’eseguire vari servizi aiuta il devoto ad avanzare nella coscienza di Krsna e ad esplorare gioie sempre nuove praticando.

Un Altro Vantaggio del Bhakti-yoga

A differenza dei percorsi yoga, in cui l’avanzamento di colui che pratica dipende dal suo sforzo personale, il progresso di un devoto è determinato dalla misericordia di Krsna. Il servizio e il ricordo amorevole di Krsna da parte del devoto costituiscono un sincero tentativo di attrarre questa misericordia. La consapevolezza della suprema posizione di Krsna e della Sua misericordia mantiene il devoto umile e grato per tutte le benedizioni. Dopo un po’ di tempo, grazie al fatto che il devoto coltiva questi pensieri positivi di gratitudine, la coscienza di Krsna appare sempre fresca e nuova. I pensieri di affetto e di apprezzamento per Krsna rendono il cuore tenero; la crescente attrazione per Krsna nutre costantemente e immerge la coscienza del devoto in ricche emozioni spirituali.
Un mezzo potente per aumentare il nostro ricordo di Krsna è il canto dei Suoi santi nomi, come nel maha-mantra Hare Krsna. Se il nostro canto è attento e pieno di devozione, il percorso del bhakti-yoga appare sempre fresco; se il nostro canto è distratto o meccanico, il percorso appare banale e stancante.

Krsna Accetta la Devozione, non l’Esteriorità

Le persone che hanno cercato di servire Krsna senza offrirGli la volontà e il cuore nel ricordarLo con amore sono state private della misericordia del Signore perché Egli non accetta le cose che vengono offerte ma il sentimento con cui si fa l’offerta. Le Scritture paragonano le offerte di Vidura e di Duryodhana. Quest’ultimo offrì a Krsna un ricevimento opulento. Consapevole dell’invidia di Duryodhan e delle sue altre motivazioni, Krsna però ignorò la sua ospitalità. Si recò invece alla casa del Suo devoto Vidura che Gli dette il benvenuto con un’umile offerta. Sri Krsna accettò con gioia l’offerta di Vidura perché ara intrisa di profondo affetto ed amore. Il signore mostra questo Suo sentimento nella Bhagavad-gita (9.26); “Se qualcuno Mi offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto e dell’acqua, accetterò la sua offerta.”
L’offerta del nostro amore fa crescere il nostro attaccamento a Krsna. Srila Prabhupada scrive: (Srimad-Bhagavatam 1.8.23. Spiegazione)
Ora sento una dolcezza maggiore nel percorso del bhakti-yoga. Recentemente ho avuto un incidente e mentre giacevo in un letto d’ospedale per una settimana, non potevo compiere nessuna delle asana dello yoga. Ho però potuto compiere con facilità la pratica bhakti-yoga del canto Hare Krsna. Cantando i santi nome cercavo di ricordare il Signore. Mentre la mia salute fisica ha bisogno di tempo per essere recuperata, la mia salute spirituale è vibrante se in qualche modo possono ricordare Krsna e, anche in un letto d’ospedale, offrirGli una preghiera silenziosa.
Invito i devoti che dopo un’iniziale periodo d’entusiasmo trovano noiosa la coscienza di Krsna a fare un altro tentativo in questo senso, aggiungendo questa volta il tesoro del ricordo di Krsna. Il bhakti-yoga allora rivelerà la sua identità di ananda-kanda, il percorso della pura felicità.
Vraja Vihari Dasa, laureato in lettere, fa servizio a tempo pieno al tempio ISKCON di Chowpatty (Mumbai) e insegna la coscienza di Krsna agli studenti di vari college.